Il prezzo dell'Oro sta risalendo dopo aver toccato un nuovo minimo dal 30 marzo durante la prima sessione asiatica settimanale.
Il prezzo dell’Oro continua a muoversi in territorio debole nelle prime ore della sessione europea di lunedì, mantenendosi sotto la soglia dei 4.550 $ dopo aver toccato il livello più basso dallo scorso 30 marzo. Nonostante un timido tentativo di recupero intraday, il metallo giallo fatica ad attirare acquisti consistenti, penalizzato dalla persistente forza del dollaro statunitense e dal ritorno delle aspettative di una Federal Reserve più aggressiva sul fronte dei tassi di interesse.
A sostenere il biglietto verde sono soprattutto le crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che continuano ad alimentare la domanda di asset rifugio legati al dollaro USA. Il mercato resta infatti fortemente preoccupato per il deterioramento della situazione tra Stati Uniti e Iran, con lo Stretto di Hormuz che continua a rappresentare il principale punto di rischio per l’economia globale e per i mercati energetici internazionali. Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha intensificato la pressione diplomatica sull’Iran, dichiarando che il tempo stringe e che Teheran deve accelerare il raggiungimento di un accordo per evitare conseguenze molto più gravi. Le sue dichiarazioni hanno rafforzato la percezione che il rischio di una nuova escalation militare resti elevato.
Questo scenario continua a sostenere il dollaro statunitense, che beneficia sia della ricerca di sicurezza da parte degli investitori sia dell’aumento dei rendimenti obbligazionari americani. Per il metallo giallo, invece, il contesto resta complesso, poiché il rafforzamento del dollaro USA tende storicamente a ridurre l’attrattiva del metallo prezioso sui mercati internazionali.
A poter pesare ulteriormente sul metallo giallo è anche il forte rialzo dei prezzi energetici. Il blocco statunitense dei porti iraniani e le difficoltà operative nello Stretto di Hormuz hanno infatti riportato il petrolio sui massimi delle ultime settimane, riaccendendo i timori di nuove pressioni inflazionistiche globali.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 4.554,235 $, in rialzo dello 0,30% ed in pieno tentativo di break-out LONG del livello annuale dei 4.550, 15 $; dal punto di vista tecnico, una chiusura decisa sopra tale livello annuale permetterebbe ai tori di iniziare a mettere pressione sul metallo giallo, spingendolo prima verso il livello chiave dei 4.700 $ e successivamente verso il livello annuale dei 4.801,767 $.
Viceversa, una continuazione della tendenza ribassista verrebbe confermata solo a seguito di una chiusura sotto il livello chiave dei 4.500 $, con il metallo giallo che potrebbe raggiungere prima il livello chiave dei 4.400 $ e successivamente il livello annuale dei 4.298,533 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.