Il cambio euro dollaro scende ulteriormente a causa del rafforzamento del dollaro USA, alimentato dalle tensioni in Medio Oriente e dall’inflazione.
Il prezzo dell’euro dollaro prosegue la fase di debolezza avviata a inizio settimana, mantenendosi sotto quota 1,1650 durante la sessione europea di venerdì. Il fiber registra così la quinta seduta consecutiva in territorio negativo, penalizzato dalla persistente forza del dollaro statunitense e dal crescente nervosismo dei mercati legato all’inflazione globale e alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.
A sostenere il biglietto verde continua a essere soprattutto il cambio di aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve. Gli investitori ritengono sempre più probabile che la Banca Centrale statunitense mantenga tassi di interesse elevati ancora a lungo, con una parte del mercato che torna addirittura a valutare la possibilità di ulteriori rialzi nel corso dei prossimi trimestri.
Le tensioni tra Stati Uniti e Iran stanno infatti contribuendo a mantenere elevati i prezzi energetici globali, alimentando nuove pressioni inflazionistiche. Il permanere della crisi nello Stretto di Hormuz, snodo strategico fondamentale per il commercio mondiale di petrolio, continua a rappresentare un fattore di forte instabilità per i mercati finanziari internazionali. Il biglietto verde beneficia di questo scenario sia come valuta rifugio sia grazie all’aumento dei rendimenti obbligazionari statunitensi, con gli operatori che stanno progressivamente ridimensionando le ipotesi di futuri tagli dei tassi da parte della FED, favorendo nuovi acquisti sul biglietto verde e mettendo sotto pressione il fiber.
Anche gli ultimi dati macroeconomici statunitensi hanno rafforzato questa visione. Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono cresciute dello 0,5% su base mensile ad aprile, confermando una domanda interna ancora resiliente nonostante l’elevato livello dei tassi di interesse. Ancora più significativo il dato annuale, che ha mostrato una crescita del 4,9%, ben superiore alle aspettative del mercato. Questo conferma come i consumatori americani continuino a sostenere l’economia statunitense anche in un contesto caratterizzato da costi di finanziamento elevati e inflazione persistente. Una dinamica che riduce la necessità immediata per la Federal Reserve di intervenire con politiche monetarie più accomodanti.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1631, in ribasso dello 0,33% ed in pieno momentum ribassista e consolidamento dopo il break-out SHORT del livello annuale 1,1692; dal punto di vista tecnico, una chiusura sotto 1,1650 permetterebbe al cambio di raggiungere almeno il livello chiave 1,1600, il cui superamento aprirebbe le porte per il raggiungimento del livello annuale 1,1507.
Un ritorno della pressione rialzista verrebbe vista probabilmente solo a seguito di una chiusura sopra il livello annuale 1,1692, con l’euro dollaro che potrebbe ritestare in breve tempo il livello psicologico 1,1800.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.