Il cambio euro dollaro scende ai minimi della sessione intorno 1,1760, mantenendo però intatta la sua tendenza rialzista.
Il prezzo dell’euro dollaro ha avviato la sessione europea sotto pressione, scendendo verso area 1,1750 dopo aver fallito il tentativo di consolidamento sopra 1,1790 registrato nella giornata di lunedì. Il movimento riflette un deterioramento del quadro macroeconomico europeo, amplificato da dati deludenti sul sentiment e da un contesto geopolitico ancora incerto.
Il principale catalizzatore ribassista è rappresentato dal sondaggio ZEW tedesco, che ha evidenziato un peggioramento significativo delle aspettative economiche. In Germania, l’indice sul sentiment degli investitori istituzionali è crollato a -17,2 nel mese di aprile, segnando il livello più basso da dicembre 2022 e risultando nettamente inferiore alle attese di mercato. Il dato precedente, già debole, si attestava a -0,5, rendendo il calo ancora più marcato. Ancora più preoccupante è il deterioramento della valutazione della situazione economica corrente, scesa a -73,7 rispetto al -62,9 del mese precedente. Questo indica che non si tratta solo di aspettative future, ma di una percezione concreta di indebolimento dell’attività economica. Il quadro complessivo suggerisce che l’economia tedesca, e più in generale quella dell’Eurozona, sta subendo l’impatto delle tensioni globali in modo diretto.
Sul fronte geopolitico, emergono segnali contrastanti. Da un lato, alcune fonti indicano che l’Iran sarebbe disposto a partecipare a nuovi negoziati con gli Stati Uniti in Pakistan, elemento che alimenta un moderato ottimismo nei mercati. Dall’altro, le tensioni restano elevate, soprattutto dopo il sequestro di una nave iraniana da parte delle forze statunitensi, episodio che aveva inizialmente messo a rischio il processo diplomatico.
Questa combinazione di fattori crea un contesto complesso per il fiber. Il miglioramento marginale del sentiment globale tende a ridurre la domanda di dollaro statunitense come valuta rifugio, ma il deterioramento dei fondamentali europei pesa in modo più diretto sulla valuta unica.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1759, in ribasso dello 0,23% ed all’interno di una sottospecie di fase laterale da diversi giorni; dal punto di vista tecnico, una continuazione del movimento LONG verrebbe confermato solo da una chiusura sopra il livello psicologico 1,1800, con la resistenza 1,1850 e il livello annuale 1,1918 che rappresentano i principali obiettivi rialzisti.
Un ritorno della pressione ribassista verrebbe probabilmente confermato soprattutto da una chiusura sotto 1,1750, con il livello annuale 1,1692 a rappresentare il principale obiettivo SHORT.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.