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Nikkei 225 consolida sotto i livelli record e cerca la prossima mossa. Ci sono due forze che gli investitori stanno valutando. Da un lato, le aspettative d’inflazione in Giappone restano elevate e continuano a mettere pressione sulla BOJ affinché aumenti ulteriormente i tassi. Dall’altro, la guerra in Medio Oriente ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio e ha generato una nuova incertezza per l’economia giapponese, che dipende dalle importazioni. Questa combinazione sta plasmando le aspettative di politica monetaria e l’andamento delle azioni giapponesi.
Le famiglie giapponesi continuano ad aspettarsi un aumento dei prezzi nei prossimi anni. Questo è importante perché dimostra che, nell’opinione pubblica, l’inflazione non è percepita come uno shock di breve durata. Di conseguenza, le prospettive d’inflazione a lungo termine restano elevate. La previsione media sui prezzi a cinque anni era del 10,3%, il valore più alto da quando la Banca del Giappone ha iniziato a raccogliere tali dati. Questo mette pressione sulla BOJ per continuare ad allontanarsi da una politica ultra-espansiva.
Nel frattempo, la direzione del prossimo aumento dei tassi è diventata meno evidente. La guerra in Medio Oriente e l’insicurezza nello Stretto di Hormuz hanno reso i mercati meno certi di una mossa ad aprile. Il Giappone dipende dai combustibili importati. Perciò qualsiasi forma di interferenza che faccia salire il prezzo del petrolio avrà un impatto negativo sulla crescita. Questo mette la BOJ in una posizione difficile. Non può ignorare la crescente pressione sui prezzi, ma non può nemmeno stringere troppo velocemente nel caso in cui l’economia subisse stress a causa dell’aumento dei costi energetici.
Per questo motivo i mercati stanno iniziando a spostare le aspettative verso l’estate. Giugno è ora visto come un periodo più realistico. La BOJ vorrebbe avere più tempo per analizzare gli effetti dello shock energetico sull’economia prima di agire. È questo il comportamento che la banca centrale ha adottato in passato: ha orientato i mercati verso ulteriori aumenti, in linea di principio, ma preferisce prendersi tempo quando sono presenti rischi esterni. Per gli investitori azionari giapponesi la politica diventa meno di supporto col passare del tempo. Tuttavia, il passo successivo potrebbe non arrivare così presto come inizialmente previsto.
Il Nikkei 225 è sostenuto da un rialzo dei titoli immobiliari, bancari e tessili. L’indice ha ricevuto un forte supporto dai movimenti di Renesas Electronics, Chugai Pharmaceutical e SoftBank Group. Ciò implica che gli investitori erano ancora disposti ad acquistare nomi selezionati a crescita domestica nonostante l’incertezza macro.
La diminuzione della volatilità del Nikkei ha inoltre indicato che la paura non è aumentata con il rialzo del petrolio nella giornata. Questo ha aiutato il mercato a mantenersi solido.
Tuttavia, la seduta non è stata generalmente robusta. La Borsa di Tokyo ha registrato più titoli in calo che in rialzo. Questo indica che il rally non è stato così ampio come avrebbe potuto essere. L’aumento dei prezzi del petrolio, un dollaro più forte rispetto allo yen e la scarsa fiducia in un aumento dei tassi ad aprile hanno creato uno scenario misto. La narrativa di un aumento dei tassi a lungo termine potrebbe avvantaggiare le banche. Ma un incremento dei prezzi dei carburanti rappresenta una minaccia evidente per gran parte dell’economia giapponese.
Nel complesso il Nikkei 225 sta performando bene perché settori selettivi e il rinvio della stretta continuano a sostenere il mercato. Ma rimane vulnerabile nel caso in cui il petrolio restasse elevato e il danno economico causato dalla guerra diventasse più evidente nei dati. Nonostante queste incertezze, i titoli dei semiconduttori continuano a guidare il mercato spingendo il Nikkei 225 verso livelli record.
Il grafico giornaliero del Nikkei 225 mostra che il prezzo sta consolidando sotto il livello dei 60.000 e cerca la prossima mossa. Il supporto importante rimane tra i 55.000 e i 56.000, dove eventuali correzioni potrebbero essere limitate. Una rottura al di sopra del livello dei 60.000 indicherebbe una mossa forte del Nikkei 225 verso il livello dei 65.000.
L’azione di prezzo di breve periodo sul grafico orario mostra che il prezzo sta consolidando sotto i 60.000. Il momentum rialzista di breve termine del Nikkei 225 resta incerto. Molta della volatilità del Nikkei 225 deriva dalla guerra USA-Iran. Qualsiasi nuovo sviluppo nelle condizioni geopolitiche potrebbe guidare la prossima mossa.
D’altra parte, il grafico a 4 ore mostra un accumulo di forte azione di prezzo positiva al di sopra del livello dei 50.000. Una rottura sopra i 60.000 indicherebbe un forte slancio rialzista nel Nikkei 225.
Il Nikkei 225 rimane comunque positivo anche se il mercato negozia con cautela verso i livelli record. Il fatto che le aspettative d’inflazione siano elevate continua a spingere la Banca del Giappone lontano dall’adozione di una politica ultra-espansiva. L’aumento dei prezzi del petrolio e la guerra rendono l’esito del prossimo aumento dei tassi meno ovvio e il timing meno certo. Questa combinazione rende gli investitori selettivi e non generalmente ottimisti. Finora la forza dei semiconduttori, delle istituzioni finanziarie e di altri settori chiave ha mantenuto l’indice forte, sebbene il prossimo cambiamento significativo probabilmente dipenderà dal sollievo dello stress sul petrolio e dalla capacità della BOJ di continuare la stretta senza danneggiare la crescita.
Muhammad Umair è un MBA in Finanza e PhD in Ingegneria. Come analista finanziario esperto specializzato in valute e metalli preziosi, combina il suo background accademico multidisciplinare per offrire una prospettiva basata sui dati e contrarian. In qualità di fondatore di Gold Predictors, guida un team che fornisce analisi di mercato avanzate, ricerca quantitativa e strategie di trading raffinate sui metalli preziosi.