Il cambio euro dollaro si mantiene sotto 1,1700, in linea con il calo dei due giorni precedenti, con i dati contrastanti PMI europei che non sono riusciti a sostenere la valuta unica.
Il prezzo dell’euro dollaro continua a muoversi in una fase di incertezza, stabilizzandosi intorno al livello chiave 1,1700 dopo due sessioni consecutive di calo. Il fiber mostra segnali di consolidamento, ma senza una direzione chiara, riflettendo un equilibrio fragile tra dati macroeconomici contrastanti e un contesto geopolitico ancora teso.
Il principale elemento che ha influenzato il recente andamento dell’euro dollaro è rappresentato dai dati preliminari sull’attività economica dell’Eurozona. Il quadro emerso è misto e, per certi aspetti, disorientante per gli operatori. Da un lato, il settore manifatturiero ha sorpreso positivamente, con l’indice PMI salito a 52,2, il livello più alto degli ultimi quasi quattro anni. Questo dato segnala una ripresa dell’attività industriale, sostenuta probabilmente da una domanda esterna ancora resiliente. Dall’altro lato, però, il settore dei servizi ha mostrato una contrazione significativa, scendendo a 47,4 punti, ben al di sotto della soglia di espansione e delle aspettative di mercato. Questa divergenza tra manifattura e servizi ha portato l’indice composito a 48,6, indicando una contrazione complessiva dell’attività economica nell’Eurozona.
Questo mix di dati ha avuto un impatto diretto sul fiber, generando incertezza tra gli investitori. La forza del comparto industriale non è stata sufficiente a compensare la debolezza dei servizi, che rappresentano una componente fondamentale dell’economia europea. Di conseguenza, la valuta unica fatica a trovare supporto strutturale.
A complicare ulteriormente il quadro interviene il contesto geopolitico. Le tensioni nello Stretto di Hormuz continuano a influenzare i mercati globali, con nuove azioni di ritorsione tra Iran e Stati Uniti. Il sequestro di navi e il dirottamento di petroliere rappresentano segnali concreti di escalation, che mantengono elevato il livello di rischio.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1694, in ribasso dello 0,10% ed in pieno test per una rottura al ribasso del livello annuale 1,1692, confermando il momentum ribassista grazie al rafforzamento del biglietto verde. Quindi, una chiusura sotto 1,1692 confermata permetterebbe all’euro dollaro di continuare a deprezzarsi, con il livello chiave 1,1600 e il livello annuale 1,1507 a rappresentare i principali obiettivi SHORT.
Viceversa, una falsa rottura SHORT e conseguente rimbalzo dal livello annuale 1,1692 spingerebbe i tori ad invertire la tendenza e riportare l’euro dollaro a ritestare prima 1,1750 e il livello psicologico 1,1800 successivamente.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.