Il Nasdaq ha chiuso in territorio negativo la prima sessione settimanale, trascinato dalle vendite sui principali titoli tecnologici. Tra le performance peggiori spicca Sandisk, che ha perso il 6,5%, mentre anche Micron ha registrato una flessione. A pesare sul comparto delle memorie sono stati i progressi annunciati dalla cinese ChangXin Memory Technologies nello sviluppo di una nuova cella di memoria, con un possibile lancio commerciale entro la fine del 2026.

La notizia ha alimentato i timori di una maggiore concorrenza nel settore, contribuendo alla debolezza del comparto tecnologico. Dal punto di vista tecnico, il Nasdaq sta tentando di stabilizzarsi in prossimità dell’area di supporto dei 30.600 punti. Una rottura stabile sotto questo supporto potrebbe accelerare le vendite verso il target situato intorno al livello annuale dei 29.864,54 punti. L’RSI non segnala ancora condizioni di ipervenduto particolarmente accentuate, lasciando spazio a un’eventuale prosecuzione della correzione. Al rialzo, invece, il primo ostacolo è rappresentato dal livello annuale dei 31.002,05 punti, e un recupero sopra questa soglia potrebbe favorire un ritorno deciso del trend LONG, con la resistenza chiave dei 31.200 punti a fungere da obiettivo principale.
Dow Jones: canale ribassista ancora dominante, quota 52.000 decisiva

Il Dow Jones continua a muoversi all’interno di un canale discendente sviluppatosi ad inizio agosto, confermando una struttura tecnica ancora fragile. L’indice sta tuttavia trovando sostegno in prossimità del livello annuale dei 51.783,78 punti, e la formazione di una candela hammer nella settimana precedente suggerisce inoltre la presenza di acquirenti disposti a intervenire sui livelli più bassi.
Questo segnale potrebbe anticipare un recupero, ma sarà necessaria una conferma attraverso il superamento delle principali resistenze. In particolare, il Dow Jones dovrà consolidarsi sopra i 51.783,78 punti per avere un miglioramento delle prospettive, aprendo potenzialmente spazio verso il livello chiave dei 53.000 punti. Al contrario, una discesa e posizionamento sotto i 51.600 punti rafforzerebbe la pressione ribassista e potrebbe riportare le quotazioni verso il livello annuale dei 50.482,62 punti.
S&P 500: rally in rallentamento sotto 7.900 punti, obiettivo a quota 8.000

L’S&P 500 mostra segnali di rallentamento dopo che il recente tentativo rialzista si è arrestato poco prima della soglia psicologica dei 7.900 punti. La difficoltà nel superare questa resistenza potrebbe riflettere un eccesso di posizionamento rialzista e una crescente prudenza degli investitori dopo il recupero delle ultime settimane.
Per il momento, il movimento appare maggiormente compatibile con un ritracciamento tecnico che con un’inversione strutturale della tendenza. Un elemento importante sarà rappresentato dalla chiusura settimanale, poiché la formazione di una candela con una lunga ombra superiore (falsa rottura LONG) potrebbe infatti indicare un rafforzamento della pressione dei venditori e ridurre le probabilità di un’immediata ripresa del rally. Sul fronte tecnico, il massimo settimanale a 7.781,67 punti rappresenta un riferimento significativo da monitorare, poiché un recupero stabile sopra questo livello potrebbe favorire un nuovo tentativo di avvicinamento ai 7.900 punti. Il superamento di quest’ultima soglia aprirebbe potenzialmente la strada verso l’obiettivo psicologico degli 8.000 punti, uno dei livelli più importanti per le prospettive del quarto trimestre. Al contrario, una chiusura sotto i 7.800 punti aumenterebbe il rischio di un approfondimento della fase correttiva, con il livello annuale dei 7.752,07 punti a rappresentare il target SHORT di breve termine.
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