Il cambio euro dollaro si mantiene pressoché invariato dopo un breve picco di volatilità a seguito del rilascio dei dati sull’inflazione USA.
Il prezzo dell’euro dollaro si mantiene sostanzialmente stabile intorno a quota 1,1540 nella sessione di mercoledì, dopo una breve fase di volatilità seguita alla pubblicazione dei dati sull’inflazione statunitense. Il fiber registra un leggerissimo ribasso rispetto alla chiusura precedente, ma non riesce per il momento a sviluppare un movimento direzionale significativo, poiché l’IPC di luglio non ha offerto particolari sorprese agli investitori.
I dati sull’inflazione erano uno degli appuntamenti macroeconomici più attesi della settimana, soprattutto dopo i recenti segnali di raffreddamento del mercato del lavoro americano. La sostanziale corrispondenza tra valori effettivi e previsioni ha però limitato la reazione del dollaro statunitense e, di conseguenza, anche quella dell’euro dollaro.
L’inflazione statunitense ha visto un rallentamento al 3,4% su base annua a luglio, dal 3,5% registrato a giugno. Su base mensile, l’IPC è aumentato dello 0,1%. Anche l’inflazione Core, che esclude le componenti più volatili rappresentate da alimentari ed energia, ha rispettato le aspettative, registrando un incremento dello 0,2% su base mensile e del 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’assenza di sorprese significative ha impedito una revisione sostanziale delle aspettative sulla politica monetaria della Federal Reserve. Dopo la pubblicazione, il dollaro statunitense ha mostrato soltanto un moderato indebolimento, mentre il fiber è tornato rapidamente nell’area precedente al dato.
Il quadro rimane comunque delicato. Il rallentamento dell’inflazione rappresenta un elemento favorevole per chi ritiene che la FED possa evitare un nuovo inasprimento monetario nel breve termine, soprattutto considerando i recenti segnali di debolezza provenienti dal mercato del lavoro. Allo stesso tempo, un’inflazione ancora superiore all’obiettivo del 2% non offre alla Banca Centrale USA un margine sufficiente per dichiarare conclusa la battaglia contro la crescita dei prezzi.
Al momento della scrittura il prezzo del fiber quota 1,1541, in ribasso dello 0,02% ma il posizionamento sopra il livello annuale 1,1507 lascia intendere ancora una netta predominanza della pressione rialzista; dal punto di vista tecnico, un’estensione rialzista verrebbe vista probabilmente a seguito di una decisa chiusura sopra la resistenza 1,1550, con il livello chiave 1,1600 e la resistenza 1,1650 a rappresentare i principali obiettivi LONG.
Viceversa, una chiusura sotto il livello annuale 1,1507 potrebbe spingere gli orsi ad iniziare a mettere pressione all’euro dollaro, affinché raggiunga prima il supporto 1,1450, il cui agevole superamento permetterebbe il raggiungimento del livello chiave 1,1400.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.