Il cambio euro dollaro arretra sotto quota 1,17 con la sfiducia su un rapido accordo di pace in Medio Oriente, tra USA e Iran. Si attende oggi una chiusura settimanale piuttosto piatta su questa fascia di prezzo.
Il cambio euro dollaro scivola definitivamente sotto quota 1,17, entrando così in un territorio più chiaramente ribassista. Lo sgonfiarsi della ripresa della moneta unica è attribuibile al crescente scetticismo sulla possibilità di una chiusura definitiva del conflitto in Iran.
Nonostante i tentativi di Trump, Teheran non sembra intenzionata a concedere terreno, mentre il petrolio greggio torna a salire, sostenuto anche dal consenso di analisti e tecnici che iniziano a ipotizzare effetti particolarmente rilevanti sull’economia globale, come suggerito dal recente aggiornamento sulle stime di crescita tedesca.
Nel frattempo, al momento della scrittura, il cross rimane stabile a 1,1680 e la situazione nello Stretto di Hormuz continuerà a rappresentare il principale catalizzatore per eventuali nuovi arretramenti o improvvisi rimbalzi.
Il ribasso del cambio euro dollaro a 1,1680 segna un indebolimento significativo sotto la soglia psicologica di 1,17, confermando un sentiment più fragile legato alla persistente incertezza sul conflitto in Iran.
I mercati continuano a scontare la mancanza di progressi diplomatici, un fattore che pesa in modo particolare sull’Eurozona, già esposta agli effetti di un contesto energetico instabile. Tuttavia, la discesa attuale è riconducibile soprattutto alla rinnovata forza del dollaro USA, più che a dati macro particolarmente negativi dall’area euro.
Sul piano tecnico, i riferimenti ribassisti si collocano a 1,1650 e 1,1600, mentre un recupero credibile richiederebbe un ritorno sopra 1,17 e un’estensione verso 1,1750, in coincidenza con la SMA a 10 giorni.
Il calendario economico di oggi parte con il clima imprenditoriale in Germania secondo IFO e, dagli USA, l’aggiornamento sul sentiment dei consumatori. Non si attendono altri dati macro di rilievo, il che suggerisce una possibile chiusura stabile tra 1,1680 e 1,17, salvo sorprese sul fronte dei negoziati tra USA e Iran.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.