Il cambio euro dollaro scivola sotto 1,14, indebolito dalle tensioni geopolitiche in Iran e dalle aspettative d’inflazione che continuano a favorire il dollaro USA. Il cross si muove ora in area 1,1380, con rischi di estensione verso 1,1350 se la pressione ribassista dovesse proseguire.
Il cambio euro dollaro ha messo a segno un nuovo scatto ribassista deciso, scivolando sotto il supporto di 1,14 dopo la breve fase di equilibrio che aveva caratterizzato le ultime sedute. A prevalere sono tornati i fattori macro che sostengono il dollaro USA (tensioni legate alla guerra in Iran e aspettative d’inflazione) riportando il cross su livelli più bassi e confermando la fragilità del quadro tecnico dell’euro.
Al momento della scrittura il cambio segna 1,1378, livello da cui potrebbe puntare alternativamente al supporto di 1,1350 oppure tentare un recupero verso 1,14, che resta la prima soglia da riconquistare per attenuare la pressione ribassista.
Il cambio euro dollaro arretra con decisione sotto il supporto di 1,14, confermando un indebolimento del quadro tecnico che trova piena coerenza con il contesto macro attuale.
Il primo livello da monitorare è l’area di 1,1380, attuale supporto intermedio. Una sua tenuta potrebbe favorire un breve consolidamento, mentre una rottura aprirebbe spazio a un’estensione del movimento verso 1,1350, livello che rappresenta il vero spartiacque della struttura di breve periodo.
La pressione ribassista rimane alimentata da fattori fondamentali che continuano a sostenere il dollaro USA. Ogni giorno di conflitto aggiuntivo in Iran contribuisce infatti a rafforzare il biglietto verde, sia per l’impatto diretto sull’aumento del petrolio greggio WTI, sia per il rischio crescente di un’inflazione più persistente.
In questo contesto, l’euro fatica a trovare catalizzatori credibili, mentre il dollaro beneficia di un mix di avversione al rischio e aspettative macro favorevoli.
Il calendario economico di oggi si apre con il clima di fiducia dei consumatori in Germania secondo la GFK, già rivelato in calo. Si attende poi il PMI manifatturiero e dei servizi (secondo S&P Global) in Germania, nell’Eurozona e negli Stati Uniti.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.