Il cambio euro dollaro passa di mano sui minimi relativi, a quota 1,1630. L'obiettivo successivo si trova a 1,1620, seguito dai minimi di 1,16.
Il cambio euro dollaro passa di mano non lontano dai suoi minimi mensili, ancora in arretramento dopo l’iniziale spinta rialzista conferita dalle notizie di un’indagine nei confronti del Presidente della Federal Reserve.
Con le quotazioni ormai sul supporto a 1,1630, appare evidente che l’ipotesi di un ritorno sopra 1,17 va accantonata. I dati macro della settimana non hanno favorito la moneta unica europea e la pressione di vendita potrebbe non essersi ancora esaurita.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna esattamente 1,1633 e l’indice del dollaro USA si muove a 98,980$
Il cambio euro dollaro passa di mano ancora in territorio moderatamente ribassista, con un test in corso del supporto a 1,1630. In caso di ulteriori estensioni al ribasso, i supporti immediatamente successivi si trovano a 1,1620 e infine a 1,16.
Un calo sotto quest’ultimo supporto non si verifica da fine Novembre 2025 e potrebbe rappresentare un punto di rottura decisivo per il breve termine, confidando le quotazioni in pieno territorio ribassista anche oltre 1,1580 e 1,1520.
Per scongiurare lo scenario ribassista fin qui esposto, sarebbe necessario almeno un recupero sopra l’obiettivo intermedio di 1,1650. Superato questo livello, la ripresa prevista dovrebbe estendersi almeno fino a 1,1665 e 1,1680, mentre l’obiettivo rialzista principale di 1,17 è ancora piuttosto fuori portata di mano.
Per riportare il cambio in un vero e proprio territorio rialzista, servirebbe una spinta direzionale più solida, sostenuta da un miglioramento del sentiment macroeconomico e da segnali più chiari di indebolimento del dollaro. Solo in presenza di queste condizioni il mercato potrebbe costruire un recupero credibile e duraturo, capace di riportare l’euro su livelli tecnicamente più confortanti.
Quest’oggi, attendiamo la crescita del PIL tedesco, insieme alla bilancia commerciale e alla produzione industriale nell’Eurozona. Questi ultimi due dati, in particolare, potrebbero impattare in maniera rilevante sul cambio euro dollaro.
Dagli USA, invece, attenzione al consueto aggiornamento settimanale sulle richieste di sussidi di disoccupazione.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.