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Euro Dollaro (EUR/USD), Previsioni: Ripresa in Corso dopo le Dichiarazioni di Trump sul Conflitto in Iran

Da
Alberto Ferrante
Pubblicato: Mar 11, 2026, 05:19 GMT+00:00

Il cambio euro dollaro si stabilizza sopra quota 1,16 e potrebbe tentare un ritorno sopra 1,1650 dopo l'arretramento del dollaro USA.

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Il cambio euro dollaro ha registrato un netto indebolimento dall’inizio del conflitto in Iran, una dinamica coerente con il fisiologico rafforzamento del dollaro USA nelle prime fasi dell’attacco. Sebbene la guerra possa protrarsi ancora a lungo, il Presidente Trump ha ribadito che l’operazione potrebbe concludersi più rapidamente del previsto, una volta raggiunti gli obiettivi fissati da Washington e Tel Aviv.

Queste dichiarazioni hanno favorito un lieve arretramento del biglietto verde, consentendo all’euro di recuperare terreno e riportarsi sopra quota 1,16. Il cross tenta ora di consolidare questo livello in vista di eventuali estensioni al rialzo, ma lo spazio appare limitato: ritengo difficile un ritorno stabile sopra 1,1650 e, ancor più, un superamento credibile di area 1,17, almeno finché il quadro geopolitico resterà così incerto.

Intanto, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna esattamente 1,1632 e l’indice del dollaro USA è stabile a 98,787$.

Previsioni sul cambio euro dollaro

Per il cambio euro dollaro, il riferimento tecnico più rilevante resta la soglia di 1,16, che continua a funzionare come vero baricentro delle quotazioni nel brevissimo termine. Da questo livello dipenderanno le prospettive immediate del cross: un contesto geopolitico più stabile o un rapido ridimensionamento del conflitto in Iran potrebbe trasformare 1,16 in una base di ripartenza per un recupero più strutturato, almeno verso le prime resistenze intermedie.

Tuttavia, la gravità del conflitto e le sue implicazioni per l’Eurozona (soprattutto sul fronte dell’inflazione e dei costi energetici) mantengono lo scenario dominante orientato al ribasso. Sembra assai probabile, dunque, assistere a nuovi test sotto 1,16 già nel brevissimo periodo, con un sentiment che rimane fragile e sensibile a ogni escalation.

In caso di break‑out ribassista, la perdita di 1,16 aprirebbe spazio a un arretramento più ampio verso 1,1580 e 1,1550, fino a un possibile ritorno in area 1,15, sui minimi relativi di fine febbraio 2025. Solo una stabilizzazione sopra 1,1650 ridurrebbe la pressione discendente, ma al momento questo scenario appare meno probabile.

Il calendario economico di oggi

Il calendario economico di oggi si concentrerà sul tasso di inflazione negli Stati Uniti, mentre dall’Eurozona non si attendono market movers di rilievo.

Senza dubbio, la guerra in Iran rimarrà, ancora per lungo tempo, il principale catalizzatore dell’attenzione.

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Sull'Autore

Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.

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