Il cambio euro dollaro passa di mano ora in pieno territorio ribassista, perdendo quota fin sotto il supporto di 1,17 in apertura settimanale.
Il cambio euro dollaro ha proseguito il suo graduale arretramento, chiudendo la settimana al di sotto del supporto intermedio posto a 1,1720 ma riaprendo adesso in forte calo.
Il quadro tecnico rimane nel complesso piatto, con prospettive limitate di estensione sia sotto l’area di supporto a 1,17 sia oltre la resistenza a 1,18. Le condizioni attuali suggeriscono la probabile permanenza all’interno della fascia laterale, anche perché il livello di 1,17 (pur non ancora testato direttamente) appare strutturalmente solido e potrebbe continuare a contenere le pressioni ribassiste. Tuttavia, già in questa apertura settimanale stiamo notando un primo cedimento del supporto che, se confermato, potrebbe aggravare il contesto ribassista.
Infatti, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna esattamente 1,1687.
L’arretramento del cambio euro dollaro sotto il supporto di 1,17 rappresenta un segnale da non sottovalutare, perché potrebbe preludere a un’accelerazione dei ribassi nelle prossime sedute.
Sebbene l’area di 1,17 continui a mostrarsi strutturalmente solida e, finora, capace di contenere la pressione dei venditori, un’eventuale violazione decisa di questo livello apre ora scenari più complessi: il mercato potrebbe infatti scivolare rapidamente verso i successivi supporti tecnici in area 1,1650 e 1,1620, livelli che coincidono con minimi significativi e zone di ritracciamento di medio periodo.
Sul fronte opposto, lo scenario rialzista tornerebbe credibile solo in presenza di un recupero sopra la resistenza di 1,1750, situata poco al di sopra dell’EMA e della SMA a 10 giorni: un vero baricentro di brevissimo termine che, se riconquistato, contribuirebbe a stabilizzare il cambio in una fase caratterizzata da continui mutamenti geopolitici e da un sentiment di mercato estremamente sensibile alle notizie macro.
Un ritorno sopra questo livello non solo attenuerebbe la pressione ribassista, ma potrebbe anche riaprire la strada a un consolidamento più ampio all’interno della fascia 1,1750–1,18, riportando equilibrio in un quadro tecnico attualmente sbilanciato verso il basso.
Il calendario economico di oggi parte con pochi dati macro di rilievo. Dagli USA, attenzione all’indice PMI manifatturiero secondo ISM. Una sequela ben più nutrita di dati macro ci attende invece a partire da mercoledì.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.