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Cos’è la Cassa Depositi e Prestiti? Guida alla comprensione

Cos’è la Cassa Depositi e Prestiti (Cdp)? Guida alla comprensione dell’Istituto finanziario che da 170 anni costruisce l’Italia.
Cassa Depositi e Prestiti

La Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) è l’ancora di salvataggio dell’Italia nelle situazioni finanziarie critiche, è la “grande banca” dei progetti più grandi che realizziamo come Paese. Attraverso il risparmio postale prima e nuove forme di finanziamento diretto proveniente dalle P.A. e da investitori nazionali e sovranazionali, il Gruppo Cdp pur restando uno degli attori principali nella costruzione dell’Italia è una Istituzione finanziaria internazionale impegnata anche all’estero.

Raccontiamo in breve come nasce la Cassa, il suo piano industriale recente e con quali strumenti finanziari raccoglie fondi e dove li destina.

Storia della Cassa Depositi e Prestiti

La Cassa Depositi e Prestiti è più antica dell’Unità d’Italia, essa nasce il 18 novembre 1850 e viene da subito utilizzata da Cavour per finanziare i progetti di allora.

A partire dal 1861, con l’unificazione dell’Italia, la Cdp contribuisce “all’unificazione economica” della neocostituita Italia. La sua sede è cambiata nel corso del tempo, ed ha seguito le sorti della capitale: prima Torino, poi Firenze, quindi Roma dove risiede tutt’ora.

A partire dal 1875 alla Cdp viene affidato il compito di raccogliere il risparmio postale degli italiani, al fine di finanziare i progetti di modernizzazione dell’Italia. Nasce qui una formula ancora oggi usata, quella della raccolta del risparmio attraverso gli uffici territoriali poi coordinati da una cassa di risparmio postale centrale che infine cede a Cdp il denaro, con la garanzia dello Stato. I fondi vengono utilizzati in particolare dai comuni per costruire strade, scuole e sistemi idrici e fognari.

La Cassa Depositi e Prestiti diventa in pochi decenni un modello da esportare e così il Governo italiano la presenta alle esposizioni universali di inizio secolo: Parigi, Saint Louis, Milano, Londra, San Francisco, Torino.

Si arriva al 1924, quando nascono i Buoni fruttiferi postali, adatti ad ogni tipo di investitore compresi i più piccoli risparmiatori attratti dall’alta redditività e dal fatto che possono essere convertiti in denaro in brevissimo tempo.

Saltiamo al “miracolo economico” italiano, la Cassa finanzia la ricostruzione e la costruzione delle nuove infrastrutture, come autostrade e porti.

L’evoluzione della Cdp arriva nel 1983 con la concessione di una maggiore autonomia patrimoniale e contabile e il riordino del 1999, apre la Cdp a nuove forme di raccolte fondi dirette. Le P.A. possono ora inviare fondi diretti alla Cdp e quest’ultima può collocare titoli presso intermediari finanziari.

Nel 2003 la Cdp assume una nuova natura, si trasforma in una spa detenuta al 70% dal Ministero dell’Economia e al 30% da 66 fondazioni bancarie. Cdp spa oggi opera come un qualsiasi altro operatore privato, ma non perde le sue origini di borsa pronta a finanziare i progetti italiani.

Con la crisi del 2008 – 2009 Cdp assume un ruolo di sostegno e di stimolo agli investimenti e diventa una sorta di istituto di credito per le PMI, fornendo loro credito diretto.

Oggi Cdp è un Gruppo che include SACE, SIMEST e Fintecna (Fincantieri), oltre ad acquisire la partecipazione di grandi aziende controllate dallo Stato. Il Gruppo Cdp è a tutti gli effetti una holding.

Video presentazione della Cassa Depositi e Prestiti

Il piano industriale della Cdp

Il piano industriale del Gruppo Cdp copre gli anni 2019 – 2021, con una dotazione in tre anni da 110 miliardi di euro di risorse proprie da impiegare per la crescita economica e lo sviluppo sostenibile. Ai 110 miliardi si aggiungono 90 miliardi di euro raccolti da investitori privati e istituzioni territoriali, nazionali e anche sovranazionali.

Il piano industriale Cdp prevede:

  • 83 miliardi di euro a sostegno delle imprese per l’innovazione, la crescita e l’export di prodotti e servizi.
  • 25 miliardi di euro per le infrastrutture territoriali.
  • 3 miliardi di euro per finanziare progetti in Paesi in via di sviluppo.

La Cassa Depositi e Prestiti per i risparmiatori

La Cdp raccoglie da sempre i fondi degli italiani attraverso i libretti postali, oggi anche dematerializzati, ed i buoni fruttiferi (anch’essi diventati digitali).

Buoni fruttiferi e libretti di risparmio sono garantiti dallo Stato e distribuiti attraverso Poste Italiane quale concessionaria, che si occupa della raccolta attraverso i suoi 12mila sportelli territoriali.

Come funziona il ciclo finanziario della Cdp?

  1. Cassa Depositi e Prestiti emette i buoni fruttiferi e i libretti di risparmio.
  2. Il risparmiatore sottoscrive un Buono fruttifero postale presso l’ufficio delle Poste del suo paese o località, o apre un libretto di risparmio su cui deposita fondi.
  3. I fondi raccolti vengono utilizzati per finanziare enti, aziende e privati e i loro progetti di crescita.

Libretti di risparmio e Buoni fruttiferi sono garantiti dallo Stato e non hanno costi di gestione, inoltre, godono di un regime fiscale agevolato rispetto ad altre forme di investimento. E il motivo per cui la tassazione è agevolata, è presto spiegata: perché i fondi vengono prestati allo Stato per realizzare opere pubbliche a beneficio di tutti.

Da qualche decennio, ormai, i rendimenti di questi due strumenti di risparmio sono molto bassi e spesso il ritorno nel tempo garantito dagli interessi non è in grado di preservare il potere d’acquisto dei risparmiatori, dall’aumento del costo della vita. Motivo per cui tanti italiani preferiscono ricorrere ai fondi comuni d’investimento, considerati più redditizi o investendo in Borsa acquistando azioni, anche se questi due ultimi strumenti finanziari sono sicuramente più rischiosi.

Cassa Depositi e Prestiti per le imprese

Il piano industriale del Gruppo Cdp ha messo a disposizione delle imprese 83 miliardi di euro. Al di là del piano triennale con scadenza al 2021, la Cassa supporta la crescita e l’innovazione delle aziende italiane attraverso l’erogazione di finanziamenti agevolati, in particolare di medio – lungo termine.

La Cdp offre tra i vari strumenti, la cauzione, con il quale fornire alle imprese le necessarie garanzie per partecipare a gare d’appalto in Italia e all’estero.

I finanziamenti, in ogni loro forma, sono disponibili attraverso le banche convenzionate presenti sul territorio.

Quelle imprese che hanno progetti innovativi e che necessitano di oltre 30 milioni di euro, possono contare sull’attivazione della partnership con la Banca europea degli investimenti (BEI), nei confronti della quale la Cdp si propone nel ruolo di intermediaria.

I progetti rivolti alla green economy trovano ampio appoggio nella Cdp, anche attraverso l’accesso al mercato dei capitali con strumenti di finanza alternativa.

Per le start-up la Cassa Depositi e Prestiti ha previsto una linea di credito apposita, proponendosi come Venture capital. L’accesso a questo tipo di credito avviene attraverso il fondoitaliano.it, ma ci sono anche il Fondo Caravella e la piattaforma ITAtech.

Il catalogo completo di Cdp rivolto alle imprese è disponibile alla consultazione online.

Concludendo

Da 170 anni la Cassa Depositi e Prestiti finanzia lo sviluppo economico dell’Italia, un compito non banale anche se apparentemente appare come poco evidente e la sua presenza.

Qui non abbiamo trattato i finanziamenti alla P.A., ma enti locali, regioni e provincie autonome, ricevono dalla Cdp fondi che spesso si rivelano essere esistenziali per la rinascita dei Comuni italiani.

Per saperne di più il sito web ufficiale è www.cdp.it.

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