Cosa significa diventare un investitore professionista e cosa comporta? Normative, requisiti fondamentali, attestati riconosciuti e diritti a favore.
Nel mondo della finanza e degli investimenti esiste una distinzione fondamentale tra chi opera sui mercati a livello amatoriale e chi invece ha raggiunto uno status professionale riconosciuto. Diventare un investitore professionista non è semplicemente una questione di esperienza o di capitale investito, ma rappresenta un percorso strutturato che comporta vantaggi specifici, maggiori responsabilità e un diverso rapporto con gli intermediari finanziari.
Questa qualifica apre le porte a opportunità di investimento altrimenti precluse, ma richiede anche la rinuncia ad alcune tutele pensate per proteggere i risparmiatori meno esperti.
Comprendere cosa significhi davvero questo status e quali siano le implicazioni pratiche, è essenziale per chiunque stia considerando di intraprendere questo percorso.
Per diventare un investitore professionista bisogna partire da come viene definita la figura dalla normativa europea MiFID II (Markets in Financial Instruments Directive), recepita in Italia e in tutti i paesi dell’Unione Europea.
Secondo questa regolamentazione, un investitore professionista è un soggetto che possiede l’esperienza, le conoscenze e le competenze necessarie per prendere consapevolmente le proprie decisioni di investimento e per valutare correttamente i rischi che assume.
La normativa distingue principalmente tre categorie di investitori:
Gli investitori professionali possono essere tali “di diritto” quando appartengono a categorie specifiche come banche, imprese di investimento, compagnie assicurative, fondi pensione e altri enti finanziari regolamentati, oppure “su richiesta” quando sono persone fisiche o giuridiche che soddisfano determinati requisiti e che chiedono espressamente di essere trattate come professionisti.
Questa classificazione non è puramente formale ma ha implicazioni concrete sul tipo di servizi, prodotti e informazioni che gli intermediari finanziari devono fornire.
Mentre per gli investitori retail vige il principio di massima protezione, con obblighi stringenti di informativa e valutazione di adeguatezza da parte degli intermediari, gli investitori professionisti sono considerati in grado di valutare autonomamente le proprie scelte.
Per ottenere il riconoscimento come investitore professionista su richiesta, è necessario soddisfare almeno due dei tre requisiti stabiliti dalla normativa MiFID II.
È importante sottolineare che questi requisiti devono essere dimostrati documentalmente e verificati dall’intermediario finanziario prima della classificazione.
Inoltre, l’investitore deve dichiarare per iscritto di essere consapevole delle conseguenze della rinuncia alle protezioni previste per gli investitori retail.
Una delle conseguenze più rilevanti dell’acquisizione dello status di investitore professionista riguarda la riduzione delle tutele normative. Gli intermediari finanziari non sono più tenuti a rispettare tutti gli obblighi informativi previsti per i clienti retail.
Ad esempio, possono essere omesse o semplificate le comunicazioni relative ai rischi dei prodotti finanziari, le informazioni sui costi e gli oneri associati agli strumenti, e i documenti informativi precontrattuali standard.
Inoltre, le valutazioni di adeguatezza e appropriatezza degli investimenti, che per i clienti retail devono essere condotte in modo approfondito prima di ogni operazione significativa, possono essere limitate o addirittura omesse per gli investitori professionisti.
Questo significa che l’intermediario può eseguire operazioni senza dover verificare preventivamente se l’investimento sia coerente con il profilo di rischio del cliente.
Anche i meccanismi di protezione in caso di insolvenza dell’intermediario possono essere diversi. Mentre gli investitori retail beneficiano di schemi di garanzia e indennizzo fino a determinati massimali, gli investitori professionisti potrebbero non avere accesso alle medesime coperture o averle in misura ridotta.
Tuttavia, questa riduzione di tutele non significa assenza totale di protezione. Gli investitori professionisti mantengono comunque diritti fondamentali come quello alla correttezza e trasparenza nelle transazioni, alla riservatezza dei dati e alla gestione ordinata e professionale degli ordini da parte dell’intermediario.
Con l’acquisizione dello status professionale arriva una maggiore autonomia nelle decisioni di investimento, ma anche una piena assunzione di responsabilità per le scelte effettuate.
L’investitore professionista non può appellarsi alla mancanza di informazioni adeguate da parte dell’intermediario per contestare eventuali perdite, a meno che non si configuri una vera e propria violazione degli obblighi residui di correttezza.
Questa autonomia si traduce nella possibilità di accedere a strategie più complesse e aggressive senza dover giustificare le proprie scelte all’intermediario.
L’investitore professionista può decidere di concentrare il proprio portafoglio su asset particolarmente rischiosi, utilizzare la leva finanziaria in misura significativa o adottare strategie di trading ad alta frequenza senza che l’intermediario debba intervenire per segnalare potenziali incongruenze con un profilo di rischio predefinito.
Questa libertà operativa è particolarmente apprezzata da chi ha sviluppato competenze specifiche e desidera implementare strategie sofisticate senza le limitazioni imposte dalla normativa di protezione del retail.
Tuttavia, richiede una profonda conoscenza dei mercati, una disciplina rigorosa nella gestione del rischio e la capacità di monitorare costantemente le proprie posizioni.
Diventare un investitore professionista non è solo una questione di patrimonio, ma richiede un percorso di formazione e acquisizione di competenze specifiche. Molti professionisti del settore hanno conseguito certificazioni riconosciute a livello internazionale come il CFA (Chartered Financial Analyst), il FRM (Financial Risk Manager) o certificazioni nazionali rilasciate da organismi di vigilanza.
L’esperienza diretta sui mercati è altrettanto fondamentale. Chi aspira a questo status dovrebbe iniziare operando con prudenza, studiando approfonditamente i diversi strumenti finanziari, comprendendo le dinamiche macroeconomiche e microeconomiche che influenzano i prezzi, e sviluppando una metodologia di analisi rigorosa sia fondamentale che tecnica.
Il networking professionale rappresenta un altro elemento importante. Confrontarsi con altri investitori esperti, partecipare a conferenze di settore e mantenere relazioni con professionisti del mondo finanziario consente di rimanere aggiornati sulle migliori pratiche e sulle evoluzioni normative e tecnologiche del settore.
Uno dei principali vantaggi dello status di investitore professionista è l’accesso a prodotti e mercati che non sono disponibili per i clienti retail. Questo include strumenti derivati complessi, fondi di investimento alternativi, operazioni di private equity e venture capital, prodotti strutturati sofisticati e mercati over-the-counter.
Inoltre, gli investitori professionisti possono beneficiare di condizioni economiche più favorevoli nelle transazioni, con commissioni ridotte e spread più competitivi, grazie ai volumi di operatività più elevati e alla minore necessità di servizi di consulenza e assistenza da parte degli intermediari.
L’accesso a piattaforme di trading professionali, con strumenti di analisi avanzati, dati di mercato in tempo reale e possibilità di esecuzione più rapida degli ordini, rappresenta un ulteriore vantaggio competitivo che consente di implementare strategie altrimenti impraticabili.
Diventare un investitore professionista è una decisione che va ponderata attentamente, valutando non solo i requisiti formali ma anche la propria reale preparazione e capacità di gestire autonomamente i rischi finanziari.
Se da un lato questo status apre opportunità significative e offre maggiore libertà operativa, dall’altro comporta la rinuncia a protezioni importanti e richiede un impegno costante nell’aggiornamento e nella gestione attiva del portafoglio.
Prima di compiere questo passo, è consigliabile acquisire una solida formazione finanziaria, maturare esperienza sui mercati operando inizialmente come investitore retail, e sviluppare una strategia di investimento chiara e disciplinata.
Solo quando si è certi di possedere le competenze, il patrimonio e la maturità necessari, ha senso richiedere la classificazione come investitore professionista e assumere la piena responsabilità delle proprie scelte finanziarie.
Buona fortuna.
Scrittore web freelance dal 2013, scrive di crypto economy dal 2016 e di fintech e mercati azionari dal 2018. Scrive inoltre di economia digitale.Dal 2018 collabora per FXEmpire.it scrivendo di crypto e mercati azionari con particolare attenzione a Borsa Italiana. Inoltre, cura la pubblicazione di articoli formativi a cadenza domenicale per l'area Formazione del sito di FX Empire Italia.