Come funziona il Norges Bank Investment Management (NBIM) e come investe il Fondo sovrano di Norvegia? Un esempio per piccoli e grandi investitori.
Il Norges Bank Investment Management (NBIM) è il gestore operativo del Government Pension Fund Global (GPFG), spesso chiamato Oil Fund norvegese. Si tratta di uno dei più grandi fondi sovrani al mondo, nato per trasformare i proventi del petrolio e del gas norvegese in ricchezza finanziaria sostenibile per le generazioni presenti e future.
NBIM investe globalmente, con una strategia di lungo periodo, trasparente e orientata alla sostenibilità.
Il nostro intento è di aiutare il lettore a scoprire questo fondo sovrano e a capire in che modo investe nei mercati finanziari globali.
Obiettivo del fondo Norges Bank Investment Management (NBIM) è salvaguardare e far crescere la ricchezza della Norvegia derivante dalle risorse petrolifere.
Gestito dalla Banca centrale norvegese e in modo indipendente dal governo norvegese, il fondo serve a stabilizzare l’economia norvegese, investendo esclusivamente all’estero per evitare “surriscaldamenti” interni.
Ha come missione di garantire benefici intergenerazionali, preservando valore reale nel lungo periodo. Infatti il NBIM è per statuto di proprietà di tutti i cittadini di nazionalità norvegese. I proventi vengono infatti utilizzati per la crescita delle infrastrutture e dei servizi del paese.
Il fondo nei decenni ha assunto anche un ruolo guida internazionale nella promozione di mondiali ben funzionanti e una gestione responsabile delle aziende partecipate.
Il fondo è di proprietà dello Stato norvegese e, come dicevamo, di tutti i norvegesi. La gestione operativa è affidata a NBIM, la quale è una divisione della Norges Bank, ovvero la banca centrale norvegese.
Il Parlamento norvegese stabilisce linee guida generali, mentre il Ministero delle Finanze definisce il mandato d’investimento.
NBIM applica il mandato con un approccio professionale, indipendente e altamente trasparente attraverso il suo board.
Secondo i dati ufficiali più aggiornati, il fondo è tra i più grandi al mondo, con partecipazioni in circa 7.200 aziende.
In media detiene l’1,5% di tutte le società quotate globalmente, rendendolo il più grande investitore al mondo. Il rendimento medio annuo dal 1998 è del 6,64%.
Oramai oltre metà del valore del fondo deriva dai rendimenti degli investimenti, non dai flussi di denaro derivanti dalle concessioni nel settore degli idrocarburi.
Dunque il Norges Bank Investment Management è in grado di autoalimentarsi.
NBIM investe con un approccio diversificato, globale e di lungo periodo, suddividendo il portafoglio in quattro principali asset class:
NBIM segue alcuni principi cardine che possiamo riassumere come segue.
Essendo un investitore così grande, NBIM ha influenza significativa sulle aziende in cui investe, poiché spesso ha suoi consiglieri nei cda. In questo modo promuove standard elevati di governance e sostenibilità.
E poi contribuisce alla stabilità dei mercati finanziari globali.
A seguire riportiamo un’analisi comparativa sintetica con altri fondi sovrani molto attivi e tra i più grandi al mondo.
| Fondo sovrano | Paese | Tipo di fondo | Stile di investimento | Punti distintivi |
|---|---|---|---|---|
| GPFG / NBIM | Norvegia | Fondo di risparmio (intergenerazionale) | Portafoglio globale, quotato, molto diversificato | Massima trasparenza, forte focus ESG |
| ADIA | Emirati Arabi Uniti | Fondo di stabilizzazione/risparmio | Ampio uso di asset alternativi e private markets | Maggiore opacità, più flessibilità tattica |
| GIC | Singapore | Fondo di risparmio | Forte peso su private equity, real estate, infrastrutture | Approccio da “endowment” di lungo periodo |
| PIF | Arabia Saudita | Fondo di sviluppo | Molti investimenti domestici strategici | Ruolo attivo nella trasformazione economica del paese |
NBIM pubblica l’elenco completo di tutti gli investimenti (azioni, obbligazioni, immobili, rinnovabili) sul proprio sito, consultabile per paese, settore e singolo titolo. Mentre la lista completa è disponibile visitando il sito web ufficiale.
Ecco dunque le principali partecipazioni azionarie desunte dai dati più recenti. Tra le prime posizioni azionarie del fondo (per valore in NOK, la corona norvegese) compaiono:
Le caratteristiche che accomuna tali titoli sono la forte esposizione a large cap globali, soprattutto USA, nei settori tecnologia, comunicazione, consumer e healthcare.
NMIB di solito predilige partecipazioni intorno all’1–2% del capitale delle singole società, ma con peso rilevante in valore assoluto.
NBIM detiene in media circa l’1,5% delle azioni quotate globali, con oltre 7.000 società in portafoglio.
Le principali esposizioni obbligazionarie sono riportate in termini di partecipazioni nei singoli Stati. Infatti, dai report ufficiali e dalla struttura del portafoglio si può sintetizzare che il Fondo sovrano norvegese investi in obbligazioni governative di:
Tra le obbligazioni societarie investment grade si distinguono i grandi emittenti globali nei settori finanziario, industriale, utilities e telecomunicazioni.
Una quota viene investita anche nelle obbligazioni indicizzate all’inflazione e nei titoli di organismi sovranazionali quali la BEI e la Banca Mondiale.
La funzione chiave dela componente obbligazionaria serve a stabilizzare il portafoglio rispetto alla volatilità azionaria, mantenendo comunque un’esposizione globale ampia e diversificata.
Il Norges Bank Investment Management rappresenta un modello unico di gestione della ricchezza nazionale: prudente, trasparente e orientato al futuro.
Attraverso una strategia globale, diversificata e sostenibile, NBIM trasforma le risorse naturali della Norvegia in un patrimonio finanziario destinato a durare per generazioni.
La sua combinazione di rigore, responsabilità e visione di lungo periodo lo rende un punto di riferimento internazionale per la gestione dei fondi sovrani.
Anche l’Italia dovrebbe ispirarsi a tale gestione per il suo Fondo sovrano, osando di più nell’imporre l’estrazione delle risorse nazionali e affidandosi meno agli approvvigionamenti esteri minacciati costantemente da tensioni, guerre, ritorsioni.
Scrittore web freelance dal 2013, scrive di crypto economy dal 2016 e di fintech e mercati azionari dal 2018. Scrive inoltre di economia digitale.Dal 2018 collabora per FXEmpire.it scrivendo di crypto e mercati azionari con particolare attenzione a Borsa Italiana. Inoltre, cura la pubblicazione di articoli formativi a cadenza domenicale per l'area Formazione del sito di FX Empire Italia.