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Fabio Carbone
Oro

Tra le materie prime l’oro resta il Re, perché dopo aver raggiunto il massimo di periodo ad inizio marzo e dopo essere crollato con tutti i mercati finanziari nella terza settimana di marzo, ora il prezzo dell’oro è tornato sopra i 1.700 USD per oncia (1.703,7 USD).

Una analisi del prezzo dell’oro autorevole giunge da Joni Teves, responsabile degli investimenti di Banca UBS, secondo il quale c’è un potenziale crescente per l’oro e potrebbe superare i 1.800 USD di valore, così si è espresso ospite di Squawk Box Asia sulla Cnbc.

Secondo i dati in suo possesso il target di prezzo del metallo prezioso è impostato a 1,790 USD per oncia.

Potrebbe interessarti: Investire in oro e in metalli preziosi.

Perché il prezzo dell’oro potrebbe raggiungere i 1.800 USD?

Secondo Teves l’interesse degli investitori per l’oro cresce a causa dell’incertezza sulla ripresa economica globale, che si riflette in quasi tutti i comparti e quindi diffusamente sui mercati finanziari.

L’interesse verso l’oro, prosegue Teves, giunge in particolare dagli investitori istituzionali che hanno grandi risorse finanziare e non vogliono rischiare di perdere ulteriormente dopo i disastri dei mesi scorsi.

Come scritto un paio di giorni fa, anche il portafoglio azionario di Warren Buffett ha perso 55 miliardi di USD di valore sui mercati finanziari a seguito del Cigno Nero Covid-19.

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La svalutazione delle valute favorisce l’acquisto dell’oro

Altro fattore importante che spinge gli investitori a puntare sull’oro, è la politica monetaria messa in campo dalle Banche centrali negli ultimi mesi per affrontare la crisi economica scatenata dalla lotta al nuovo coronavirus.

Le banche centrali hanno tagliato i tassi di interesse rendendo il denaro poco remunerativo, addirittura la BCE ha i tassi di interesse sui conti di deposito in negativo dello 0,50% ben prima della pandemia.

E la politica monetaria delle banche centrali, inoltre, punta molto sulla liquidità in eccesso per abbattere i tassi di interesse sui prestiti al dettaglio e per gli investimenti.

Investire in carta moneta, quindi, almeno per un po’ di tempo potrebbe essere non la migliore delle soluzioni. Infondo è carta stampata, è moneta fiat.

All’opposto l’oro è un bene fisico e il “caro oro” potrebbe allora essere il target di molti investitori che hanno bisogno di bilanciare un portafoglio che risulta difficile da bilanciare, anche perché mancano dati certi su quello che potrà accadere nel prossimo futuro.

Il World Gold Council Report I trimestre 2020

Il report del primo trimestre 2020 del World Gold Council (WGC), l’entità internazionale che rappresenta tutto il comparto dell’oro, mette in evidenza la crescita di domanda aumentata del +1% nel trimestre per un totale di 1.083,8 tonnellate.

E il WGC lo scrive nero su bianco: “l’unico grande fattore che ha spinto verso l’alto la domanda di oro è stato il nuovo coronavirus”.

A causa della pandemia, scrive ancora il WGC nel report, gli investitori sono alla ricerca di asset sicuri.

Gli ETF sull’oro hanno attratto molto con un aumento di +298 tonnellate che ha portato il possesso globale di questo tipo di prodotti ad un nuovo record: 3.185 tonnellate.

Da notare ancora che la domanda di lingotti è però calata del -6%, mentre ad aumentare massicciamente è stata la domanda di monete d’oro del +36%.

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