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Fabio Carbone
Facebook

La notizia ha dell’incredibile ma è proprio così, Mark Zuckerberg in persona ha detto che Facebook non “farà parte del lancio del sistema di pagamento Libra in nessuna parte nel mondo” se prima il regolatore USA non ne darà l’esplicita autorizzazione.

Di fatto questa presa di posizione da parte del CEO di Facebook Inc., mette una ipoteca grave sul futuro del progetto Libra. Ci si domanda a questo punto che senso potrebbe avere il progetto Facebook Libra senza la società da cui è nato? Non è bitcoin, dove anche senza il fondatore il sistema funziona indipendentemente. Libra coin è una stablecoin, basata su un sistema blockchain privato.

Libra potrebbe non partire

Zuckerberg, in un documento depositato presso la House Finacial Service Committee il 22 ottobre ha espressamente dichiarato che “Libra rinvierà il suo lancio fino a quando non ci sarà un pieno accordo con le autorità di regolamentazione degli Stati Uniti”.

Il fondatore di Facebook ci ha tenuto a sottolineare un aspetto fondamentale di Libra, la stablecoin non ha alcuna intenzione di sostituirsi al denaro a corso legale. L’obiettivo non è quello di sostituirsi alle valute degli stati. All’opposto la Libra Association lavorerà con la Federal Reserve e le altre banche centrali per assicurare che Libra coin non interferirà con le politiche monetarie degli stati.

Allo stesso tempo Zuckerberg ha voluto porre l’accento sull’innovazione che un tale progetto apporta all’economia globale, anche a favore dell’economia USA. Per il fondatore del social network questo progetto contribuirebbe alla leadership finanziaria degli Stati Uniti nel mondo.

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Zuckerber parlerà davanti alla House Finacial Services Committee

Atteso per oggi 23 ottobre il discorso di Mark Zuckerberg davanti alla House Financial Services Committee, sarà l’unico ad essere ascoltato riguardo Facebook, Libra e il suo impatto sui servizi finanziari.

In luglio di quest’anno il Comitato aveva avviato la discussione di una legge dal nome inequivocabile: “Tenete le Big Tech fuori dal Finance Act”. Obiettivo della modifica della legge Finance Act, è di evitare che le grandi società IT statunitensi possano diventare delle società finanziarie, delle banche o associarsi a esse. Gli USA quindi stanno indirettamente facendo terra bruciata intorno al progetto di costituire una moneta elettronica gestita da una grande multinazionale dell’IT.

Le paure comprensibili, i rischi per l’innovazione

Da una parte può essere comprensibile la paura di un Governo di vedersi scavalcato da una grande azienda, se quest’ultima si mette battere moneta o diventa un grande agglomerato in grado di vendere tecnologia e allo stesso tempo di essere una grande banca o gestore di dati finanziari degli utenti. Sì perché questa condizione potrebbe arrivare a minacciare la democrazia, non bisogna dimenticarlo.

Dall’altra però si corre il rischio che l’innovazione perda il suo “valore” peculiare: la libertà di sperimentare. Senza sperimentazione non ci può essere innovazione e se uno stato vieta per legge, seppure indirettamente, la sperimentazione di un nuovo agire economico, il rischio è che quel Paese perda l’appuntamento con la storia.

Sembra proprio che gli Usa, dopo aver guidato per oltre un secolo il treno dei cambiamenti epocali (vedasi Internet) stiano ora annebbiandosi quel tanto che basta per fargli perdere il controllo del treno, cedendolo ad altri.

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