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Fabio Carbone
Tassi interesse, Mario Draghi

A Francoforte in Germania è terminata la prima riunione del 2019 della Banca Centrale Europea (BCE), che ha deciso di lasciare i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali a zero fino all’estate, e di continuare a reinvestire i titoli del quantitative easing (QE).

Confermati, come previsto, tutti gli strumenti di politica monetaria già operativi. Del resto la situazione economica prospettata dal World Economic Outlook emesso pochi giorni fa dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), lasciavano poco spazio ad altre soluzioni economico-finanziarie.

La BCE lascia invariati i tassi di interesse nell’Area Euro

Fermi a zero i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, restano allo 0,25% i tassi sul rifinanziamento marginale e fermi al -0,4% quelli sui depositi.

Questa la decisione del Consiglio direttivo della BCE presa poche ore fa.

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Le misure non convenzionali della BCE permangono

Come aveva già annunciato Mario Draghi nei primi giorni dell’anno parlando al Parlamento Europeo, la BCE conferma le misure non convenzionali di politica monetaria a sostegno dell’economia nell’area euro.

I fondi investiti nell’acquisto di titoli in scadenza, saranno reinvestiti integralmente a scadenza per un prolungato periodo di tempo e fino a quando sarà necessario mantenere condizioni di liquidità favorevoli nella Zona Euro.

La Conferenza stampa di Mario Draghi

Alle 14.30 di oggi è iniziata la conferenza stampa del Presidente della BCE Mario Draghi per spiegare le motivazioni che hanno spinto la Banca Centrale a mantenere l’attuale politica monetaria invariata anche nel breve e lungo periodo.

Draghi ha detto che “nel breve termine, la crescita sarà probabilmente più debole rispetto a quanto anticipato”. Ma ha anche aggiunto che “la probabilità di una recessione è remota”, una affermazione che fa tirare il fiato in parecchi Paesi europei.

Il Presidente della BCE è convinto che l’inflazione nell’Eurozona abbia bisogno di un continuato e significativo stimolo. Una inflazione che calerà nei prossimi mesi a causa (o grazie) al calo dei prezzi del petrolio.

Come ormai noto, i rischi per l’Unione Europea a 27 è in particolare il protezionismo messo in campo da Paesi esterni all’Europa, che “sta pesando sulla fiducia dell’economia”.

Ma anche altri scenari geopolitici sono una minaccia per l’economia interna dell’UE, così come rischi provengono dai paesi emergenti e dalla volatilità dei mercati finanziari.

Anche la Brexit è un problema per l’UE, perché: “Lunghe trattative rappresentano un rischio per la crescita economica”.

Un riferimento poi al settore bancario, che “è molto più solido rispetto all’inizio della crisi”.

La reazione di Piazza Affari alle parole di Mario Draghi

In ripresa l’indice FTSE MIB a Piazza Affari dopo le parole di Mario Draghi Presidente della BCE. In apertura di conferenza stampa (ore 14.30) e fino alle ore 15.00, l’indice principale della Borsa di Milano è scivolato vistosamente dai 19.600 punti ai 19.435 punti. Ora risale dopo una mattinata positiva quasi sempre sopra i 19.600 punti.

Il FTSE MIB in questo momento è a +0,37%.

Lo spread BTP Italia/Bund a 10 anni sale dai 246 punti base delle ore 12.00 di oggi, ai 251 punti base delle ore 15.31.

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