Banca d’Italia. Calano sofferenze bancarie, ma troppi Titoli di Stato

Banca d’Italia. Calano sofferenze bancarie, ma troppi Titoli di Stato
Fabio Carbone
Banca d’Italia

Le sofferenze lorde delle banche scendono a luglio sotto i 90 miliardi di euro a 88,2 miliardi (nel luglio 2018 erano 127 mld), pari a una diminuzione del 23,3% su base annua, “per effetto di alcune operazioni di cartolarizzazione”.

Al contempo i titoli del debito pubblico salgono a 401,3 miliardi di euro, in particolare il peso maggiore è dato dai Btp pari a 287,2 miliardi.

Questo quanto scrive la Banca d’Italia nel documento Banche e moneta: serie nazionali, pubblicato ieri 10 settembre.

Le sofferenze nette delle banche a luglio sono state pari a 32 miliardi di euro, contro i 31,8 miliardi di euro di giugno.

Aumentano i prestiti delle banche al settore privato

Le banche si “fidano” di più dei privati e a luglio, affermano i dati di Banca d’Italia, questi ricevono di più. I prestiti al settore privato crescono dello 0,8% su base annua (era 0,4% a giugno). A crescere maggiormente i prestiti alle famiglie del +2,5% contro il +2,4% di giugno.

E crescono anche i depositi del settore privato del +5,1% su base annua (era +3,4% a giugno).

Per quanto riguarda la raccolta obbligazionaria è diminuita del -2,7%, dato migliorato rispetto al -4,9% di giugno.

Banche e tassi di interesse sui prestiti

Sempre la nota Banche e moneta della Banca d’Italia, informa che i tassi di interesse applicati sui prestiti erogati dalle banche nel mese di luglio, sono stati pari al 2,09% per quanto riguarda il denaro prestato alle famiglie per l’acquisto di abitazioni.

I tassi di interesse sulle erogazioni di credito al consumo sono stati dell’8,28%.

Per quanto riguarda i prestiti alle società non finanziarie, il tasso d’interesse applicato è stato dell’1,37% (1,35% a giugno), mentre sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione di euro, sono stati dell’1,92%.

Banche prestano meno di quanto potrebbero

Secondo il Sole 24 Ore, leggendo altri dati forniti da Banca d’Italia, e che riguardano il funding gap, quest’ultimo è negativo. Ciò significa che la liquidità monetaria in circolazione è superiore ai crediti concessi dalle banche ai cittadini e alle imprese italiane.

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Poca propensione agli investimenti

I dati registrano anche una poca propensione all’investimento, i dati infatti fanno registrare un aumento del +5,1% di depositi e un -0,4% di prestiti alle imprese.

Complice la non positiva situazione economica, c’è poca “voglia” di investire.

In effetti la produzione industriale a luglio è diminuita ulteriormente, secondo gli ultimi dati forniti dall’Istat. Il calo della produzione è del -0,7% su base mensile, ma anche rispetto allo stesso mese del 2018.

Una flessione che si verifica per il secondo mese consecutivo. Analizzando i dati, si evince che calano un po’ tutti i comparti industriali a eccezione dell’energia. Il calo più marcato per il comparto dei beni strumentali.

Da segnalare il calo significativo nel comparto industriale dell’automotive, che a luglio cala di ben il -14% su base annua. Una battuta d’arresto significativa, ma meno peggio del mese di giugno.

Va da se che in una condizione in cui l’industria non produce a causa di una decelerazione degli ordinativi e dei consumi, interni ed esterni, anche gli investimenti subiscono un rallentamento o un rinvio.

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