Tecnicamente aspettiamo sul Gas la tenuta dei supporti, a favore di un recupero in direzione di 4.370/4.430 entro fine gennaio.
Il contratto future sul Gas Naturale quotato in dollari al Nymex ha toccato, durante la prima seduta del 2026, minimi relativi a 3.563, allargando ulteriormente la portata del ribasso che si sta sviluppando sin dal picco del 5 dicembre scorso a quota 5.496. Il mercato è finora arretrato complessivamente del 35.17%, misurato proprio sui minimi di venerdì 2 gennaio.
Il grafico storico allegato, dove ogni candela rappresenta un trimestre di oscillazione dei prezzi, evidenzia come sia ancora in corso, da gennaio 2024, una fase di rialzo che finora si è sviluppata tramite ampi strappi rialzisti intervallati da profonde correzioni. La struttura rialzista di lungo periodo è sorretta da supporti che in questo momento si trovano a 2.850/2.900 e 2.500/2.600, livelli molto lontani rispetto ai valori attuali.
Le aspettative per quanto riguarda i primi sei mesi del 2026 sono di riavvicinamento al primo dei livelli di supporto menzionati, prima di un successivo allungo in direzione di 4.390/4.475, ove è fissata l’attuale resistenza principale di lungo periodo.
Egitto e Qatar hanno firmato un memorandum d’intesa per rafforzare la cooperazione nelle vendite e nelle importazioni di LNG. L’accordo prevede, come cita oggi Reuters, la fornitura di carichi qatarioti ai terminali egiziani di Ain Sokhna e Damietta, con un volume potenziale fino a 24 cargo di LNG destinati all’estate prossima.
Il punto chiave è il timing: i flussi aggiuntivi sono concentrati nel periodo estivo, quando la domanda egiziana tende a crescere per via dei consumi elettrici legati al raffrescamento. Questo suggerisce una funzione prevalentemente difensiva e stabilizzatrice, più che espansiva, dell’accordo: l’Egitto mira a coprire picchi stagionali ed evitare tensioni sul mercato interno.
Il contesto strutturale resta fragile. La produzione domestica di gas egiziano è in calo dalla fine del 2022 e, nonostante un lieve recupero a ottobre (3.635 milioni di metri cubi contro i 3.525 di settembre), rimane inferiore ai livelli dell’anno precedente. Questo indebolisce l’ambizione dell’Egitto di affermarsi come hub regionale e lo costringe a fare affidamento ad importazioni da Israele, Cipro per il LNG spot, tipicamente più costoso.
Osservando il quadro tecnico a una scansione temporale più breve, riferibile alle prossime 5/10 sedute, consideriamo possibile un test di entrambe le nuove aree di supporto valide per la prima parte di gennaio, situate a 3.530/3.560 e 3.258/3.283.
Ci aspettiamo elevate probabilità di tenuta dei supporti, a favore di un recupero in direzione di 4.370/4.430, livello potenzialmente raggiungibile nel corso del mese di gennaio. Per il momento non sono però giustificabili proiezioni più ampie nel breve termine.
Lungo il percorso di risalita atteso si collocano due resistenze intermedie a 3.910 e 4.070, livelli dai quali potrebbero originarsi temporanee fasi di arretramento all’interno del movimento di recupero.
Lo scenario descritto verrebbe annullato esclusivamente da una chiusura daily inferiore a 3.258. A tale condizione si aprirebbero spazi di ulteriore debolezza verso 3.020 e 2.910, rendendo necessaria una revisione del quadro tecnico complessivo.
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Federico Dalla Bona è analista tecnico professionista dal 2002. Ha pubblicato centinaia di articoli sui maggiori portali web finanziari e fornito per oltre 15 anni contenuti in diretta TV su ClassCNBC. Figura tra gli autori di uno studio dell’Università di Pisa volto all’applicazione delle tecniche di intelligenza artificiale sui mercati finanziari. Dal 2016 dirige una società che si occupa di sviluppo di trading-systems e pubblicazioni web.