Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano sopra la resistenza di 92 dollari, in aumento, insieme al gas naturale sopra i 3,20 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha messo a segno un nuovo e più ampio rialzo, nonostante le rassicurazioni sulla possibile rapida conclusione del conflitto arrivate dal Presidente USA Donald Trump. Il mercato continua infatti a temere una potenziale interruzione dell’offerta di greggio in Medio Oriente, con lo stretto di Hormuz che resta un’area estremamente sensibile dopo il recente attacco a diverse navi battenti bandiere di varie nazionalità.
Il gas naturale ha invece registrato una nuova fase di ripresa, con le quotazioni tornate appena sopra la resistenza intermedia a 3,20 dollari. Un consolidamento di questo movimento, oppure una sua ulteriore estensione, potrebbe finalmente riportare i prezzi al di fuori della fascia laterale in cui si muovono ormai da diverse settimane.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 91,64 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,266 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha registrato una nuova impennata, spingendosi oltre i 92 dollari al barile a pochi giorni dal rally che aveva riportato la commodity fin quasi in area 120 dollari. L’ampia volatilità intraday, pur inserita in un contesto chiaramente orientato al rialzo, rende le previsioni di brevissimo termine particolarmente complesse.
Il movimento è alimentato dalle tensioni nello stretto di Hormuz e dalle dichiarazioni, spesso discordanti, provenienti da Stati Uniti e Israele. Mentre Trump continua a rassicurare sulla possibile imminente conclusione del conflitto, da parte israeliana emergono dubbi che mantengono elevato il premio al rischio.
In caso di ulteriori estensioni del rialzo, il WTI potrebbe tornare rapidamente verso i 95 dollari al barile e successivamente puntare ai 100 dollari. Si tratta di una soglia psicologica che in precedenza era stata superata con relativa facilità, ma che ora, in un mercato più razionale, potrebbe conservare (e difendere) una certa connotazione psicologica.
Il prezzo del gas naturale mostra un importante ritorno sopra quota 3,20 dollari e potrebbe estendere il movimento fino alle successive resistenze a 3,35 e 3,50 dollari. Entrambi questi livelli rappresenterebbero una conferma della solidità del trend rialzista, ma il loro test potrebbe rivelarsi tutt’altro che agevole.
Già in prossimità del target a 3,20 dollari, infatti, il gas naturale ha spesso incontrato una pressione di vendita significativa. In più occasioni, la perdita di questo livello ha rapidamente innescato un arretramento che ha riportato le quotazioni persino sotto il supporto dei 3 dollari tondi.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.