Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano ancora in calo sotto i 92 dollari mentre il gas naturale guarda ai 3 dollari tondi.
Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano ancora in territorio moderatamente ribassista, piuttosto stabile e a breve distanza dal supporto di 90 dollari al barile. Con il contesto geopolitico che verte in direzione di un accordo tra USA e Iran, il prezzo potrebbe aver trovato la sua fascia laterale più comoda, in cui sostare in attesa di nuovi stimoli.
Si è spinto invece moderatamente al rialzo il gas naturale, adesso al test dei 3 dollari tondi. L’obiettivo successivo rimane quello a 3,20 dollari, ma si tratta di una resistenza ancora non testata a dovere.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 92,06 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 2,999 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI potrebbe rimanere in territorio ribassista senza particolari sorprese, puntando con buona probabilità a una stabilizzazione tra 90 e 94 dollari nel corso della sessione odierna. Nonostante alcune incertezze, sembra che USA e Iran siano effettivamente vicini a concludere un accordo di pace stabile e duraturo.
A rallentare il percorso verso l’intesa contribuiscono però gli attacchi statunitensi (come quello di ieri) contro alcuni bersagli militari iraniani, elementi che certo non favoriscono un clima negoziale disteso. Una nuova escalation militare resta un rischio concreto e, in tal caso, le prospettive di un accordo rapido potrebbero svanire, riportando il petrolio verso l’area dei 100 dollari tondi.
Un ritorno sui massimi relativi di 112 dollari, toccati nel picco del conflitto, rimane invece a mio avviso un’ipotesi da scartare anche nello scenario più sfavorevole.
Quanto al gas naturale, l’obiettivo rialzista immediatamente successivo resta fissato a 3 dollari tondi, livello che potrebbe essere raggiunto già in giornata. Occorre tuttavia non sottovalutare la possibile pressione ribassista che potrebbe scattare proprio al contatto con questo target psicologico.
Un mantenimento dei rialzi indirizzerebbe quasi certamente il movimento verso l’area di 3,20 dollari, ben al di sopra dei massimi mensili. Il raggiungimento di questo livello richiederebbe però una spinta macro e fondamentale più ampia e definita.
Sul fronte ribassista, un test fallito dei 3 dollari potrebbe innescare prese di profitto e riportare il gas naturale in lieve arretramento verso 2,92–2,88 dollari in prima battuta, con un possibile estensione a 2,80 dollari qualora la pressione non dovesse attenuarsi.
Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.