Il prezzo del petrolio WTI è tornato a salire leggermente, complice l’assenza di un accordo tra Stati Uniti e Iran e le notizie sulla possibile riapertura dello Stretto di Hormuz a Paesi terzi, ma non a Washington né a Israele.
Nella cornice delle trattative, quella iraniana potrebbe rappresentare una provocazione o una chiara dichiarazione d’intenti, ma in entrambi i casi finisce per pesare sulle quotazioni del greggio texano, che ha superato i 78 dollari.
Quanto al gas naturale, abbiamo osservato un ulteriore arretramento dal target di resistenza a 2,70 dollari. Adesso, la commodity si trova sui minimi da fine aprile 2026.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna 78,04 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 2,648 dollari.
Previsioni sul prezzo del petrolio greggio WTI
Il prezzo del petrolio WTI prosegue la sua fase di recupero, pur restando confinato in una finestra di rimbalzo relativamente contenuta. Il supporto a 75 dollari ha fornito una base efficace per la ripartenza, che potrebbe arrestarsi sull’attuale soglia dei 78 dollari oppure estendersi ulteriormente. Questo livello sta infatti mostrando una certa capacità di tenuta, frenando le ambizioni di ripresa del WTI; tuttavia la media mobile semplice a 30 giorni, posizionata a 77,89 dollari, potrebbe offrire un ulteriore impulso.
Le prospettive ribassiste appaiono al momento limitate a un eventuale ritorno verso il supporto dei 75 dollari, il cui cedimento avevamo già considerato poco probabile alla vigilia, in assenza di sviluppi concreti sul fronte negoziale.
Natural Gas Previsione del Prezzo
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Il gas naturale scivola sui minimi da fine aprile, attestandosi a 2,65 dollari, livello che per settimane aveva rappresentato un supporto difficile da violare. La pressione ribassista potrebbe proseguire: le temperature più calde del previsto negli Stati Uniti stanno riducendo la domanda e potrebbero fornire la spinta necessaria per un ulteriore arretramento. I supporti successivi si collocano a 2,60 e 2,55 dollari, aree che in passato hanno favorito brevi fasi di consolidamento.
Sul fronte rialzista, un primo segnale di stabilizzazione arriverebbe con il ritorno sopra i 2,70 dollari: una riconquista di questa soglia permetterebbe di riassorbire i ribassi più critici della settimana e aprire spazio verso la fascia dei 2,75–2,78 dollari, dove il mercato ha mostrato maggiore capacità di tenuta nelle ultime sedute.
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