Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano abbondantemente rialzista nonostante indiscrezioni su un accordo vicino tra USA e Iran. Il gas si mantiene invece poco sotto i 2,80 dollari, avendo esaurito per il momento la sua spinta rialzista.
Il prezzo del petrolio greggio WTI continua a recuperare terreno, spingendosi su nuovi massimi settimanali e puntando la resistenza intermedia in area 84 dollari al barile.
Il contesto geopolitico, ancora instabile, rimane favorevole a ulteriori rialzi, nonostante tornino a circolare indiscrezioni su un possibile nuovo tentativo di accordo tra USA e Iran. Abituato alla volatilità diplomatica, il mercato sembra intenzionato ad attendere segnali concreti o una vera formalizzazione dell’intesa prima di mostrare un arretramento significativo, mantenendo così un’impostazione complessivamente orientata al rialzo.
Anche il gas naturale mantiene un’impostazione rialzista, pur cedendo il tentativo di superare la soglia tecnica di 2,80 dollari, che continua a rappresentare una resistenza ostica. La spinta dei giorni scorsi non è più sostenuta dal calo delle scorte USA, secondo le ultime rilevazioni, e questo indebolisce parzialmente il momentum.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il prezzo del petrolio greggio WTI segna esattamente 83,94 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 2,778 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI è ormai giunto al test della resistenza intermedia di 84 dollari al barile e potrebbe tentare un superamento di questa soglia con l’obiettivo di stabilizzare abbondantemente sopra l’EMA a 100 giorni (posta a 82,51$).
Anche in caso di frenata o arretramento, ritengo che il contesto rialzista possa rimanere immutato sopra gli 80 dollari al barile senza troppe difficoltà. Come evidenziato in apertura, infatti, il mercato necessiterebbe di una conferma di accordo tra le parti per scattare seriamente al ribasso. Fino a quel momento, l’incertezza continuerà a dominare la scena e il petrolio greggio potrebbe estendere i suoi rialzi anche oltre i target attuali e verso gli 85 dollari al barile.
Il prezzo del gas naturale ha perso parte dello slancio, ma rimane fortemente rialzista. Ritengo poco plausibile un proseguimento dei rialzi sopra la resistenza di 2,80 dollari, perché questo target si è mostrato già piuttosto solido negli scorsi tentativi di ripresa.
Il gas naturale potrebbe però riuscire a mantenersi stabile sulla fascia tra i 2,75 e i 2,70 dollari, concludendo dunque l’uptrend osservato fino ad oggi con una stabilizzazione a distanza di sicurezza dai minimi relativi sotto i 2,65 dollari, toccati l’ultima volta appena cinque giorni fa.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.