Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano ancora in calo mentre il gas naturale ritorna agevolmente sulla fascia laterale.
Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano appena sopra il target dei 75 dollari al barile, dopo essersi stabilizzato ieri in una sessione poco movimentata, caratterizzata dalla conferma del prevalente stimolo ribassista.
È stato invece costretto ad arretrare il gas naturale, dopo un tentativo di ripresa oltre 3,20 dollari. L’andamento tecnico di brevissimo termine resta legato alla fascia laterale in cui le quotazioni si sono mantenute a lungo, senza ancora mostrare segnali convincenti di uscita dal range.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 74,11 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,144 dollari.
Il petrolio greggio WTI dovrà riuscire a mantenersi sotto quota 80 dollari al barile senza troppe difficoltà, perché questo livello rappresenta uno spartiacque di rilievo per l’impostazione tecnica. Un eventuale superamento di questa soglia aprirebbe la strada a un recupero più ampio, ma al momento lo scenario dominante resta ribassista e rende tali estensioni poco probabili.
Il primo livello da monitorare in caso di rimbalzo è 82 dollari, un target intermedio che potrebbe già mettere alla prova la forza dei compratori. Ancora più complesso appare il recupero dell’area 85 dollari, che coincide con una zona tecnica densa di resistenze e difficilmente raggiungibile nell’attuale contesto di debolezza del mercato. Il recente calo del greggio, rapido e profondo, ha infatti compromesso la struttura rialzista di breve periodo, rendendo ogni tentativo di risalita più fragile e facilmente esauribile.
Nel complesso, il quadro rimane orientato al ribasso dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz, evento che ha contribuito a smorzare ulteriormente la pressione rialzista sul greggio. Un’inversione più strutturata potrebbe emergere solo in caso di mancata firma dell’accordo di pace, attesa domani in Svizzera.
Il gas naturale rientra nella sua fascia laterale, arretrando dalle recenti quotazioni superiori ai 3,20 dollari. Al momento, lo scenario più plausibile resta un mantenimento nell’area intermedia compresa tra 3,00 e 3,20 dollari, che continua a rappresentare il baricentro tecnico delle ultime settimane.
Eventuali estensioni laterali avrebbero con maggiore probabilità un’impronta ancora rialzista, con possibili allunghi verso 3,25 e 3,30 dollari. Lo scenario ribassista tornerebbe invece a prevalere solo in caso di discesa sotto i 3 dollari tondi, soglia psicologica e tecnica di gran rilievo.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.