Il prezzo del petrolio greggio WTI potrebbe arretrare ancora con il raffreddamento delle tensioni in Medio Oriente. Gas naturale, invece, sui 3,20 dollari.
Il WTI sta recuperando gradualmente terreno, riportandosi sopra la resistenza intermedia dei 59 dollari al barile, mentre il target rialzista principale rimane fissato a 60 dollari. I ritracciamenti delle ultime sedute hanno però messo in luce le difficoltà del greggio nel superare con decisione questa soglia. Eventuali sviluppi geopolitici provenienti da Venezuela o Iran potrebbero innescare nuovi picchi di volatilità sul mercato del petrolio texano.
Il gas naturale continua invece a oscillare in prossimità del supporto dei 3,20 dollari, livello che potrebbe presto assumere un ruolo di spartiacque tecnico. Se la fase laterale dovesse proseguire, le quotazioni rischiano di appiattirsi progressivamente proprio su questo valore, trasformandolo in un nuovo punto di equilibrio del mercato.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 59,18 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,171 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI continuerà a mantenersi al di sotto dell’obiettivo a 60 dollari finché non riceverà una nuova e più solida spinta rialzista. Il picco delle ultime sessioni era stato offerto dalla possibilità di un intervento diretto statunitense in Iran, dopo le proteste ancora in corso.
Se il rischio geopolitico in Medio Oriente dovesse però raffreddarsi, come pare, allora potremmo assistere a un ulteriore arretramento del petrolio greggio WTI già nel corso della prossima settimana, verso e oltre l’EMA a 50 giorni a quota 58,50 dollari al barile.
Un calo sotto questo target potrebbe agevolare un proseguimento al ribasso anche fino ai minimi mensili al di sotto dei 56 dollari al barile.
Per la sessione di scambi odierna, il gas naturale potrebbe rimanere piuttosto stabile, ancorato al livello intermedio di 3,20 dollari. Un superamento al rialzo rappresenterebbe un segnale di ripartenza per la seconda metà di Gennaio 2026. L’obiettivo rialzista di 3,50 dollari potrebbe, in tal caso, rientrare nel mirino dei traders rialzisti.
Una conferma al ribasso, invece, sarebbe seguita da un ulteriore test del supporto principale di 3 dollari tondi, già sfiorato nella giornata di ieri. Un calo oltre questo valore riporterebbe il gas naturale in chiaro territorio bearish.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.