Il cambio euro dollaro passa di mano appena sopra 1,16 e potrebbe ben presto arretrare fin sotto questo target per ritornare sui minimi relativi a 1,1560 e oltre.
Il cambio euro dollaro è riuscito a difendere solo marginalmente il supporto a 1,16, ora nuovamente sotto pressione dopo il violento impulso ribassista seguito all’attacco contro l’Iran. Nelle sedute precedenti le quotazioni erano scivolate fin sotto 1,1560, toccando i minimi dell’anno e confermando la fragilità strutturale della valuta europea in questa fase.
Il quadro tecnico resta chiaramente orientato al ribasso: in un contesto dominato dall’incertezza geopolitica, dal rischio di un ampliamento del conflitto e dal rally del petrolio, gli investitori tendono a privilegiare asset percepiti come più sicuri, in primis il dollaro statunitense e l’oro.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna esattamente 1,1612, sostanzialmente stabile rispetto alla scorsa chiusura.
Il cambio euro dollaro continua a indebolirsi, zavorrato soprattutto dal clima di tensione in Medio Oriente. Nelle ultime ore si è aggiunto anche l’effetto del report sull’inflazione dell’Eurozona, che ha mostrato un incremento sia a gennaio sia a febbraio, alimentando il timore di un nuovo picco inflattivo legato all’aumento dei prezzi energetici.
In questo contesto, la moneta unica fatica a trovare sostegno e rimane esposta a ulteriori pressioni ribassiste.
Un cedimento deciso sotto 1,16 aprirebbe la strada a un’estensione del movimento verso il minimo relativo citato in apertura, in area 1,1560. Al di sotto di questo livello, il supporto successivo e più significativo si colloca a 1,15, soglia che segnerebbe l’ingresso in una zona di evidente ipervenduto.
In tale scenario, un margine di recupero potrebbe emergere più per ragioni tecniche (rimbalzi fisiologici dopo eccessi ribassisti) che per un reale miglioramento del sentiment sull’euro.
Il calendario economico di oggi parte con l’aggiornamento sul tasso di disoccupazione nell’Eurozona e prosegue poi con la variazione del livello di occupazione secondo l’indicatore ADP negli Stati Uniti.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.