Il prezzo del petrolio greggio WTI continua a mantenersi fortemente rialzista e mira agli 80 dollari, mentre il gas tenta di mantenere il supporto a 3 dollari tondi.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha continuato la sua salita, infrangendo rapidamente persino la soglia dei 75 dollari al barile per riportarsi non lontano dai massimi segnati a Gennaio 2025.
Tutto fa pensare che il rally possa proseguire, alimentato dalla guerra in Iran avviata con l’attacco congiunto di USA e Israele.
Quanto al gas naturale, la commodity sta riuscendo a mantenere il nuovo supporto di 3 dollari, ma ha rallentato dopo i precedenti test della resistenza a 3,20 dollari.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 76,65 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,056 dollari.
Il petrolio greggio WTI potrebbe avvicinarsi con relativa facilità alla soglia degli 80 dollari al barile nel breve termine, qualora le tensioni e i disagi lungo lo stretto di Hormuz dovessero protrarsi.
In questa fase, le quotazioni stanno tentando raggiungere un superamento dell’area dei 77 dollari, livello su cui i recenti rialzi si erano arrestati. Una rottura convincente aprirebbe la strada verso i successivi obiettivi tecnici a 77,80 e 78,50 dollari al barile, mentre per valutare con maggiore precisione la traiettoria verso l’obiettivo principale degli 80 dollari sarà opportuno aggiornare le analisi nelle prossime sedute.
Un ritracciamento appare al momento poco probabile nel contesto attuale, dominato da incertezze geopolitiche e rischi di interruzione dell’offerta. Resta tuttavia possibile un temporaneo rallentamento della dinamica rialzista qualora il conflitto in Iran dovesse trovare una soluzione più rapida del previsto, riducendo la pressione sui prezzi prima del test degli 80 dollari.
Il quadro tecnico del gas naturale continua a mostrare una pressione ribassista crescente sull’area dei 3 dollari, livello che nelle prossime sedute sarà chiamato a dimostrare la propria capacità di contenere le vendite.
La dinamica osservata dall’inizio del 2026 rimane sostanzialmente invariata: ogni tentativo di rialzo più deciso viene seguito da un arretramento prima del test della resistenza a 3,20 dollari, confermando una struttura di mercato ancora priva di un vero slancio direzionale. Nella migliore delle ipotesi per i compratori, il prezzo resta intrappolato in un corridoio compreso tra 3 e 3,20 dollari, senza segnali convincenti di un’accelerazione rialzista.
Per uscire da questa fase laterale, il gas naturale dovrebbe innanzitutto superare con decisione la resistenza a 3,20 dollari, aprendo la strada verso i successivi target tecnici a 3,28 e 3,35 dollari. Solo una rottura pulita di questi livelli restituirebbe al mercato una struttura più costruttiva, capace di sostenere un’inversione di tendenza più ampia.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.