Le tensioni tra USA e Iran continuano a sostenere il quadro rialzista del greggio, ma non si esclude una fase di consolidamento tra 85 e 88 dollari. Il gas, invece, arretra dal baricentro tecnico di brevissimo termine.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha chiuso la settimana scivolando sotto il supporto chiave dei 90 dollari al barile, pur mantenendo una struttura rialzista ancora evidente. La dinamica suggerisce che il movimento potrebbe riattivarsi già nell’apertura odierna, complice la tensione generata dagli scontri armati tra Stati Uniti e Iran. È tuttavia significativo che nel fine settimana non siano stati annunciati nuovi attacchi statunitensi sul territorio iraniano: questa pausa potrebbe riflettere tentativi diplomatici di aprire un canale negoziale, elemento che potrebbe temporaneamente attenuare la pressione rialzista sul mercato energetico.
Il gas naturale mostra invece un’impostazione più stabile, con un rialzo che rimane contenuto e frenato dalla forte pressione di vendita in prossimità della soglia psicologica dei 3 dollari. Tale livello continua a rappresentare un ostacolo strutturale, limitando la capacità delle quotazioni di sviluppare un’estensione rialzista credibile
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 84,69 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 2,786 dollari, entrambe in netto calo.
Il petrolio greggio WTI apre la seduta di lunedì 27 luglio con un netto indebolimento rispetto alla scorsa chiusura weekly. Le quotazioni si muovono ora poco sotto gli 85 dollari al barile, segnando un arretramento più profondo rispetto alla fase di consolidamento osservata nel weekend.
Pur restando inserito in un quadro strutturalmente rialzista, il WTI mostra una correzione più marcata, coerente con l’allentamento momentaneo delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e con l’assenza di nuovi attacchi annunciati nelle ultime 48 ore.
In questo contesto, l’area compresa tra 85 e 88 dollari si conferma come la fascia laterale più probabile per un assestamento di breve periodo. Se il clima geopolitico dovesse orientarsi verso ulteriori aperture diplomatiche, non sarebbe da escludere un’estensione della discesa anche sotto gli 85 dollari, con un indebolimento più evidente del momentum.
Al di sotto di questo livello, però, le proiezioni diventano meno affidabili: il mercato del greggio resta infatti sostenuto da fattori strutturali molto forti (dalla chiusura dello Stretto di Hormuz ai danni infrastrutturali nei Paesi del Golfo) che continuano a esercitare una pressione rialzista di fondo e a limitare la portata di qualsiasi correzione più profonda.
Il gas naturale ha mantenuto una struttura relativamente stabile dopo il rally conclusosi proprio a ridosso dei 3 dollari. Il mancato test effettivo di questa soglia aveva aperto la strada a un assestamento graduale delle quotazioni, seguito poi da un nuovo scivolamento sotto il supporto di 2,90 dollari.
Proprio quest’area sembra ormai essersi imposta come il vero baricentro di brevissimo termine: un livello più realistico e coerente con la dinamica attuale rispetto ai 3 dollari, che continuano a esercitare una pressione di vendita evidente.
In questa apertura settimanale, stiamo osservando un primo crollo sotto 2,80 dollari, a cui potrebbe far seguito una nuova estensione ribassista. Per il momento, mi attendo ancora una fase laterale piuttosto stretta attorno ai già citati 2,90 dollari, ma se i ribassi dovessero proseguire potremmo dover aggiornare le analisi tecniche con prospettive di un ritorno sui minimi relativi a 2,65 dollari.
Per uno sguardo a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico. È inoltre possibile seguire la nostra pagina Facebook per rimanere aggiornati sulle ultime notizie economiche e analisi tecniche.
Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.