Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano in forte calo, mentre il gas naturale tenta una ripresa momentanea.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha confermato il suo calo, stabilizzandosi sotto il baricentro a 58 dollari e, più precisamente, sotto quota 56,50 dollari. Il peggioramento del quadro tecnico è arrivato dopo alcune dichiarazioni del Presidente Trump, intenzionato a ricevere barili di petrolio dal Venezuela da rivendere “a prezzo di mercato”.
Questo potenziale afflusso di greggio verso gli Stati Uniti pesa chiaramente sulle quotazioni, poiché proietta nel prossimo futuro un aumento dell’offerta netta della commodity. Ulteriori dichiarazioni o conferme sul tema potrebbero spingere il prezzo anche al di sotto del supporto a 62 dollari già nel corso della settimana.
Per quanto riguarda il gas naturale, l’ultimo arretramento aveva condotto la commodity fino al supporto di 3,20 dollari, ma stiamo ora assistendo a un repentino rimbalzo diretto verso la resistenza intermedia (precedentemente principale supporto) in area 3,50 dollari.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 56,24 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,495 dollari.
Un ulteriore cedimento del prezzo del petrolio greggio WTI sotto il supporto a 56,50 dollari al barile potrebbe segnalare un aggravarsi dell’attuale contesto tecnico, aprendo la strada a ribassi più ampi e strutturati verso i 55, poi 54,50 e infine 52 dollari al barile.
Tutti gli indicatori tecnici basati sulle EMA si collocano nell’area dei 57/58 dollari, evidenziando la rapidità e la forza dell’ultimo downtrend ancora in atto. Un eventuale recupero dovrà necessariamente partire da un ritorno almeno sull’EMA a 20 giorni, in area 57,60 dollari al barile, per poi estendersi verso i 58,50 dollari, livello non distante dall’EMA a 50 giorni.
Uno scenario di recupero così ampio appare tuttavia poco probabile nel contesto geopolitico attuale, che suggerisce prudenza. Lo scenario dominante rimane con buona probabilità quello ribassista, almeno finché non sarà più chiaro il futuro del Venezuela dopo la cattura del Presidente Maduro.
Il prezzo del gas naturale si muove invece in fase di recupero e deve ora confrontarsi con la nuova resistenza a 3,50 dollari. Un superamento deciso di questo livello potrebbe accelerare l’attuale spinta rialzista, aprendo la strada ai successivi obiettivi in area 3,60 e 3,68 dollari.
Anche in questo caso, però, le medie mobili esponenziali restano ben più in alto, in prossimità dei 3,90 e dei 4 dollari. Il raggiungimento di questa fascia di prezzo appare particolarmente complesso nel brevissimo termine, anche ipotizzando un rimbalzo ampio e sostenuto.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.