Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano sopra la resistenza intermedia di 90 dollari al barile, in ripresa dopo il no alla proposta di accordo USA. Gas naturale stabile sotto i 3$.
Il prezzo del petrolio greggio WTI passa di mano nuovamente sopra la resistenza intermedia di 92 dollari al barile, con un recupero scaturito dal no alla proposta di tregua statunitense. L’Iran ha rilanciato con cinque punti, allontanando la sospensione del conflitto.
Il recupero del petrolio greggio è stato comunque misurato, certamente in attesa di sviluppi più concreti; il prossimo passo dell’eventuale escalation militare sarebbe l’invio di truppe di terra statunitensi nell’isola di Kharg.
Quanto al gas naturale, le quotazioni rimangono stabili sotto i 3 dollari tondi; a mancare è una spinta sufficientemente ampia da infrangere la resistenza in questione.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna 92,34 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 2,956 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI continuerà probabilmente a rafforzarsi in vista di una possibile escalation del conflitto, sebbene restino margini per una tregua. Portavoce cinesi hanno dichiarato che tra le parti è emersa una certa volontà di raggiungere un accordo; non è escluso che Trump scelga di temporeggiare ancora, in attesa di ulteriori discussioni. Come spesso accade, eventuali nuove azioni militari di rilievo potrebbero verificarsi proprio nel fine settimana.
Sul piano tecnico, un rialzo punterebbe al ritorno sopra la resistenza dei 95 dollari al barile. Oltre questo livello, la pressione di vendita potrebbe intensificarsi e il WTI rischierebbe nuovi ritracciamenti. Il supporto a 90 dollari appare invece piuttosto solido e verrebbe probabilmente infranto solo in caso di un accordo di cessate il fuoco in Iran.
Il gas naturale rimane in una fase attendista poco sotto la resistenza dei 3 dollari tondi. Tentativi di avvicinamento a questo livello potrebbero manifestarsi già entro la chiusura weekly di domani, ma una ripresa realmente sostenuta richiederà conferme almeno sui target di 3,15 e 3,20 dollari.
Un nuovo arretramento, invece, aprirebbe la strada a un ritorno sotto il livello di 2,88 dollari, già testato senza particolari difficoltà nella seduta di ieri. Da quel punto, diventerebbero rilevanti i successivi livelli di 2,80 e 2,65 dollari, che rappresentano le aree tecniche più immediate da monitorare.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.