Il prezzo del petrolio greggio conferma una tendenza sotto i 70 dollari (salvo stabilizzazioni in apertura weekly) mentre il gas naturale punta ancora ai massimi dal 9 Marzo 2026.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha confermato la forte debolezza sotto i 70 dollari al barile e nonostante una fugace ripresa dei combattimenti tra USA e Israele, subito interrotti per dar spazio a un nuovo round negoziale nella giornata di domani.
Il gas naturale, invece, si è mantenuto sopra i 3,20 dollari in uno scenario che a tutti gli effetti rimane rialzista, ma limitato nella sua estensione a causa della mancanza di dati macro di rilievo.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna 69,82 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,281 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI continua a mostrare una debolezza marcata sotto i 70 dollari al barile, con un’estensione del ribasso che potrebbe spingere le quotazioni verso i supporti successivi a 68 e, in caso di ulteriore pressione, a 65 dollari. Prima o poi, tuttavia, questa fase di arretramento dovrà esaurirsi: il mercato del petrolio è destinato a individuare una fascia di stabilizzazione da cui tentare una ripartenza, o quantomeno consolidare i livelli raggiunti.
Nel brevissimo termine non considero particolarmente plausibile una discesa ben oltre il supporto a 65 dollari, mentre ritengo più verosimile una stabilizzazione attorno ai 70 dollari o una graduale ripresa che possa riportare le quotazioni almeno verso l’attuale EMA a 10 giorni, collocata sopra i 74 dollari.
Il prezzo del gas naturale continua a mantenersi con buona solidità sopra i 3,20 dollari, superando in modo netto quella fascia laterale che per settimane ha rappresentato il baricentro delle quotazioni di breve e medio periodo.
L’avvio della nuova settimana non dovrebbe portare scossoni particolarmente ampi, ma l’inclinazione del mercato resta chiaramente rialzista e lascia spazio a un possibile nuovo test dei massimi relativi in area 3,35 dollari. Su questa resistenza si è concentrata una pressione di vendita significativa, che finora ha impedito qualsiasi tentativo di break‑out convincente.
Qualora si accumulasse una spinta bullish più consistente, il superamento dei 3,35 dollari potrebbe riaprire la strada verso l’obiettivo successivo a 3,466 dollari, corrispondente ai massimi sfiorati lo scorso 9 marzo
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.