Il prezzo del petrolio greggio WTI riprende quota sensibilmente con la ripresa delle ostilità tra USA e Iran, mentre il gas naturale rimane piatto.
Il prezzo del petrolio greggio WTI è tornato sopra la soglia dei 70 dollari al barile, in linea con quanto avevamo anticipato nell’ultima analisi, quando avevamo evidenziato la presenza (seppur moderata) di una spinta rialzista diretta verso quel livello.
L’allungo iniziale era stato favorito anche dalla notizia della petroliera colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz, ma già da diverse sessioni l’impostazione tecnica lasciava presagire un recupero della quota dei 70 dollari. Nella mattinata di oggi, un attacco militare statunitense in Iran ha invece riacceso i timori per un proseguimento del conflitto, conferendo un ulteriore slancio rialzista al petrolio.
Si mostra invece più stabile il gas naturale, che continua a muoversi poco sopra la fascia laterale. L’obiettivo rialzista a 3,335 dollari rimane una resistenza complessa da superare, con il prezzo che per ora non evidenzia la forza necessaria per un breakout convincente.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 72,24 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,272 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI dovrà mantenere intatto il supporto a 70 dollari per trasformare l’attuale rimbalzo in una fase di recupero più strutturata. Una tenuta convincente di questo livello aprirebbe la strada verso obiettivi rialzisti più ampi, situati a 73,50 e 75 dollari al barile. Si tratta di target relativamente accessibili, e non è da escludere che il prezzo riuscirà a spingersi oltre, con ulteriori elementi di tensione sul fronte negoziale.
A poter limitare la ripresa in corso sarà una cessazione immediata delle ostilità, senza ritorsioni troppo gravi da parte dell’Iran (che ha già attaccato alcuni siti USA nel Golfo). Insomma, tutto dipenderà dall’eventuale escalation che seguirà all’attacco di stamane. Continuiamo a monitorare la situazione nelle prossime analisi.
Il prezzo del gas naturale resta in fase laterale, poco sopra i 3,20 dollari, livello che coincide con il margine superiore del range. L’allungo verso i 3,335 dollari potrebbe richiedere ancora qualche seduta, ma la spinta rialzista attuale appare sufficiente per raggiungere il target entro la settimana. Rimane invece meno probabile un superamento stabile di questa soglia, poiché la struttura tecnica non mostra ancora la forza necessaria per un breakout credibile.
Un eventuale cedimento dei 3,20 dollari aprirebbe invece a uno scenario ribassista più marcato, con possibili discese verso 3,12 e 3,05 dollari. Il superamento del supporto principale a 3 dollari segnerebbe l’ingresso in pieno scenario ribassista.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.