Il cambio euro dollaro arretra in maniera significativa ma rimane ancora sopra quota 1,14. Attenzione all'impatto dell'attacco USA sull'Iran, che potrebbe agevolare nuovi arretramenti.
Nella scorsa sessione il cambio euro dollaro ha registrato un nuovo arretramento, arrivando a sfiorare il target di 1,1420 prima di tentare un modesto recupero. Il supporto a 1,14 rimane esposto a ulteriori pressioni e potrebbe essere messo alla prova già nel corso della giornata, in assenza di market movers capaci di frenare la tendenza ribassista dominante.
Parallelamente, la ripresa del petrolio greggio WTI ha contribuito a rafforzare il dollaro USA, che continua a mostrare una struttura più solida nel brevissimo termine. Un proseguimento dell’avanzata del greggio texano dopo gli ultimi attacchi USA (con obiettivi tecnici a 73,50 e 75 dollari) potrebbe consolidare ulteriormente la forza del biglietto verde, aumentando le probabilità di una violazione del supporto a 1,14 per il cambio euro dollaro.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il cambio euro dollaro segna esattamente 1,1414.
Il cambio euro dollaro continua a muoversi in un contesto di forte debolezza, e la zona di 1,14 rappresenta ormai l’ultimo argine prima di una discesa più marcata.
La pressione ribassista delle ultime sedute rende questo livello particolarmente vulnerabile: un break-out netto aprirebbe la strada verso 1,1350 e 1,13, che costituisce il supporto finale e coincide con un’area vicina a condizioni di ipervenduto. In questo corridoio inferiore il cambio potrebbe tentare una stabilizzazione, ma solo in presenza di un indebolimento del dollaro USA, di cui al momento non si intravedono i contorni.
Sul fronte opposto, le possibilità di recupero sono piuttosto limitate. Per un miglioramento strutturale del quadro tecnico di brevissimo termine, il cambio euro dollaro dovrebbe riportarsi stabilmente sopra 1,15, livello che segna la prima resistenza credibile e che separa la fase di pressione ribassista da un tentativo di consolidamento.
Un ritorno sopra questa soglia aprirebbe spazio verso la soglia tra 1,1550 e 1,1580, ma si tratterebbe comunque di un recupero moderato, non ancora sufficiente a invertire la tendenza dominante.
Il calendario economico di oggi non prevede dati macro di rilievo, se si escludono i verbali di riunione del FOMC, attesi nella serata italiana. Attenzione al contesto mediorientale dopo gli ultimi attacchi statunitensi all’Iran.
Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.