Il prezzo del petrolio greggio WTI e quello del gas naturale riaprono in calo, con il gas adesso fin sotto quota 3,50 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha chiuso la scorsa settimana sotto i 58 dollari al barile, poco prima della notizia dell’attacco statunitense in Venezuela che ha portato alla cattura del Presidente Maduro.
L’avvio della nuova settimana potrebbe quindi essere caratterizzato da un’elevata volatilità, alimentata sia dalle tensioni legate al contesto venezuelano che dalle aspettative di possibili cambiamenti sul fronte dell’offerta globale di greggio.
Per quanto riguarda il gas naturale, il microtrend dominante resta ribassista, con quotazioni stabilmente al di sotto dei 3,8 dollari. Solo un recupero oltre questo livello, con successivo avvicinamento alla resistenza intermedia dei 4 dollari tondi, potrebbe invertire lo scenario e riportare il mercato del gas in un contesto pienamente rialzista.
Intanto, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 56,96 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,488 dollari, ancora in calo.
Il contesto geopolitico in Venezuela potrà influenzare i prezzi del petrolio WTI soprattutto nel medio termine, con esiti al momento difficili da prevedere. Molto dipenderà dalla strategia che gli Stati Uniti decideranno di adottare nei confronti del Paese che detiene i più ampi giacimenti non sfruttati al mondo: l’ipotesi di un effetto “rubinetto”, in cui Washington gestisce l’output venezuelano come leva geopolitica, non può essere esclusa.
Nel brevissimo termine, una certa volatilità potrebbe emergere già da oggi, ma i movimenti laterali restano, a mio avviso, relativamente contenuti.
Sul piano tecnico, l’EMA a 50 giorni in area 58,77 dollari rappresenta il livello chiave di breve periodo e lo spartiacque dello scenario attuale. Un recupero stabile sopra questa soglia potrebbe favorire un test della resistenza psicologica e tecnica dei 60 dollari, riaprendo la strada a uno scenario più costruttivo. Al contrario, un ulteriore indebolimento sotto l’EMA aumenterebbe le probabilità di un nuovo test del supporto a 56 dollari; una rottura di quest’area proietterebbe i prezzi verso la successiva zona di ritracciamento in area 54,50 dollari, dove si colloca il prossimo livello tecnico di rilievo.
Il prezzo del gas naturale dovrà invece confrontarsi con la stessa pressione ribassista che ha caratterizzato l’ultima settimana di scambi. Dopo un arretramento di circa il 25% nell’arco dell’ultimo mese, il sentiment rimane fragile e la commodity si sta muovendo oltre i recenti minimi relativi, situati nell’area dei 3,50 dollari.
Questo livello rappresenta al momento il principale baluardo difensivo e una sua violazione aprirebbe la strada a ulteriori discese, alimentando il rischio di un’estensione del trend ribassista verso nuovi minimi di periodo. La rottura di queste ore, se confermata, potrebbe mettere al repentaglio la tenuta dell’intero impianto tecnico attuale, annullando definitivamente ogni possibilità di rimonta.
Solo un recupero deciso fino al target di 3,880 dollari (livello che coincide con l’EMA a 100 giorni e che funge da spartiacque dinamico del trend) potrebbe segnare un cambiamento significativo nello scenario.
Il superamento di questa soglia restituirebbe forza al quadro tecnico, consentendo al gas naturale di riacquistare slancio e puntare nuovamente verso l’obiettivo rialzista principale dei 4 dollari tondi, livello psicologico e tecnico di primaria importanza.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.