Il prezzo del petrolio greggio WTI rimane stabile, mentre il gas naturale avvia un rally nelle ultime ore, segnando il ritorno sui 3,40 dollari.
Il prezzo del petrolio greggio WTI ha chiuso la scorsa settimana passando di mano sopra la resistenza intermedia di 59 dollari, ma ancora al di sotto del target principale di 60 dollari tondi. L’andamento tecnico continua a mantenersi incerto, con una certa spinta al rialzo, limitata però dai fisiologici ritracciamenti tra i 60 e i 62 dollari (quest’ultimo è il nuovo massimo relativo).
Quanto al gas naturale, il supporto principale di 3 dollari era ancora salvaguardato dai supporti immediatamente precedenti, primo tra tutti quello a 3,10 dollari. La pressione di vendita, che aveva causato un calo del -25% nell’ultimo mese, si è però infranta con il rally rialzista di queste ore.
Oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna esattamente 59,34 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,450 dollari, in piena ripresa (+11,20%).
Il prezzo del petrolio WTI resta complessivamente sostenuto in direzione rialzista dalle tensioni in Iran, un fattore geopolitico che potrebbe intensificarsi improvvisamente. La scorsa settimana ha evidenziato un sentiment altalenante rispetto a questo rischio macro: il temporaneo allentamento delle tensioni aveva favorito un primo arretramento dei prezzi, seguito poi da un moderato recupero.
Dai livelli attuali occorre monitorare con attenzione eventuali nuovi ritracciamenti verso i supporti a 59 e 58,50 dollari al barile, con quest’ultimo in corrispondenza dell’EMA a 50 giorni. Una violazione decisa di quest’area aprirebbe la strada a un’estensione del trend ribassista dominante.
Il prezzo del gas naturale oscillava appena sopra il supporto psicologico dei 3 dollari, un livello che non è stato ancora messo realmente alla prova, prima di avviare un rally che ha spinto le quotazioni non lontano dai 3,50 dollari. Anche in caso di repentino ritracciamento, i supporti intermedi potranno assorbire la pressione ribassista, e nel brevissimo termine appare poco probabile un break-out deciso sotto i 3 dollari.
Lo scenario rialzista, ritornato adesso dominante, vede un proseguimento sopra i 3,50 dollari e verso gli indicatori tecnici di 3,580 e 3,640, rispettivamente EMA ed SMA a 20 giorni.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.