Il prezzo del petrolio greggio WTI ha confermato il suo nuovo posizionamento sotto i 100 dollari al barile, in risposta alle novità su un possibile accordo di pace tra USA e Iran, in cui si discuterà anche di nucleare e dello stretto di Hormuz.
L’arretramento iniziale aveva spinto la commodity fin lungo i 96,75 dollari al barile, ma in queste ore abbiamo osservato un primo tentativo di recupero.
Quanto al gas naturale, le quotazioni rimangono stabili sul supporto di 3 dollari tondi, attualmente in fase di test.
Precisamente, al momento della scrittura il petrolio greggio WTI segna esattamente 98,21 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,007 dollari.
Previsioni sul prezzo del petrolio greggio WTI
Il prezzo del petrolio greggio WTI potrebbe stabilizzarsi sotto i 100 dollari al barile anche qualora la fase di recupero attuale dovesse proseguire. Un ritorno dei rialzi verso 98,80 e poi 99,50 dollari non sarebbe sorprendente, ma resterebbe comunque al di sotto della soglia psicologica dei 100 dollari.
Quest’ultimo livello, tondo e simbolico, potrebbe assumere il ruolo di spartiacque tra l’attuale scenario ribassista (sostenuto dalle prospettive di una risoluzione del conflitto) e uno scenario nuovamente rialzista, che invece presupporrebbe il fallimento dei tentativi negoziali e un ritorno a tensioni più aperte tra USA e Iran.
Per il momento, in vista della chiusura settimanale odierna, possiamo quantomeno contenere la pressione ribassista: dalle dinamiche osservate nelle ultime ore, il greggio sembra in grado di mantenersi sopra i 95 dollari senza eccessive difficoltà, almeno finché non emergeranno nuovi sviluppi sul fronte degli accordi di pace.
Natural Gas Previsione del Prezzo
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Il prezzo del gas naturale rimane stabile in area 3 dollari e potrebbe chiudere la settimana proprio attorno a questo livello chiave, poiché le spinte direzionali osservate negli ultimi giorni non stanno riuscendo a prevalere l’una sull’altra. I supporti più rilevanti si collocano a 2,88 e 2,82 dollari, con un ultimo livello di riferimento a 2,65 dollari, coincidente con i minimi relativi.
Sul fronte rialzista, l’obiettivo a 3,20 dollari resta teoricamente alla portata, ma appare complessivamente difficile da raggiungere tramite una semplice estensione tecnica del movimento attuale, soprattutto in assenza di nuovi dati macro in grado di sostenere un’accelerazione più convinta.
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