Il prezzo dell'Oro continua a subire pressioni di vendita per il secondo giorno consecutivo, in un contesto di dollaro statunitense in rialzo.
Il prezzo dell’Oro continua a muoversi in territorio debole durante la sessione europea di mercoledì, con il metallo giallo che fatica ad attirare nuovi acquirenti dopo il calo registrato nelle ultime sedute. Nonostante l’assenza di una vera accelerazione ribassista, il quadro di breve termine resta delicato, con gli investitori che continuano a privilegiare il dollaro statunitense e l’obbligazionario USA in un contesto di inflazione persistente e aspettative di politica monetaria restrittiva da parte della Federal Reserve.
Il mercato del metallo giallo resta infatti penalizzato dal rafforzamento del biglietto verde, sostenuto dai dati sull’inflazione statunitense pubblicati martedì e superiori alle attese degli analisti. L’aumento dell’Indice dei Prezzi al Consumo negli Stati Uniti ha rafforzato la convinzione che la FED possa mantenere tassi elevati più a lungo, o addirittura valutare ulteriori strette monetarie entro la fine dell’anno.
Ad alimentare ulteriormente le preoccupazioni del mercato contribuisce il nuovo rialzo dei prezzi energetici legato alle tensioni in Medio Oriente. La situazione tra Stati Uniti e Iran continua infatti a deteriorarsi, mantenendo alta la volatilità geopolitica e alimentando timori su una possibile nuova crisi energetica globale. Il presidente Donald Trump ha definito il cessate il fuoco con Teheran in condizioni critiche, mentre l’Iran ha respinto l’ultima proposta americana per la fine del conflitto. Lo stallo riguarda soprattutto il programma nucleare iraniano e il controllo dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso cui transita una quota enorme del petrolio mondiale.
Nonostante tutto, il prezzo dell’Oro continua a beneficiare in parte della domanda di beni rifugio legata alle incertezze geopolitiche. Questo elemento sta limitando l’intensità delle vendite e impedendo, almeno per il momento, una rottura decisa al ribasso.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 4.703,69 $, in ribasso dello 0,25% ed in procinto di borre le basi per iniziare una correzione SHORT, attendendo solo una decisa chiusura sotto i 4.700 $, con il livello annuale dei 4.550,15 $ a rappresentare il principale obiettivo ribassista.
Al rialzo, un ritorno della pressione dei tori verrebbe confermata probabilmente a seguito di chiusura sopra i 4.750 $, con il livello annuale dei 4.801,767 $ che funge da target di brevissimo termine e ostacolo per un proseguimento della tendenza rialzista, il cui superamento permetterebbe al metallo giallo di raggiungere il livello chiave dei 4.900 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.