Lunedì il prezzo dell'Oro si riprende, mentre le crescenti tensioni geopolitiche aumentano la domanda di beni rifugio.
Il prezzo dell’Oro prosegue la sua fase di apprezzamento anche all’inizio della nuova settimana, confermando un quadro di fondo costruttivo che combina rischi geopolitici elevati e aspettative di una politica monetaria statunitense più accomodante. Nelle prime ore della sessione europea di lunedì, il metallo giallo ha toccato un massimo di quattro giorni sopra area 4.430 $, segnalando che la domanda di beni rifugio rimane solida nonostante il recente tentativo di recupero del dollaro statunitense.
Sul fronte geopolitico, il contesto continua a favorire l’Oro. Le tensioni in America Latina sono aumentate dopo le operazioni militari statunitensi in Venezuela e le dichiarazioni aggressive del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti di Colombia e Cuba. L’arresto del presidente venezuelano Nicolás Maduro, secondo le ricostruzioni circolate nel fine settimana, ha contribuito ad alimentare timori di instabilità regionale, rafforzando i flussi verso asset difensivi come il metallo giallo.
A questi elementi si aggiunge l’assenza di progressi concreti sul fronte diplomatico tra Russia e Ucraina, oltre alle persistenti tensioni in Medio Oriente e ai disordini interni in Iran. In un contesto globale caratterizzato da incertezza e frammentazione geopolitica, il prezzo dell’Oro continua a svolgere il suo ruolo storico di riserva di valore, attirando capitali in cerca di protezione.
Dal punto di vista macroeconomico, il supporto principale al rialzo del metallo giallo arriva dalle aspettative sui tassi di interesse statunitensi. Gli operatori di mercato stanno progressivamente scontando l’ipotesi che la Federal Reserve possa avviare un primo taglio dei tassi già nei prossimi mesi, con ulteriori riduzioni entro la fine dell’anno. Questo scenario penalizza il dollaro statunitense nel medio periodo e rende più attraente il prezzo dell’Oro, che non offre rendimento ma beneficia di un contesto di tassi reali in calo.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 4.432,225 $, in rialzo del 2,31% ed in pieno tentativo di riprendere il cammino rialzista sfruttando anche il rimbalzo dal livello annuale dei 4.298,533 $. Una chiusura sopra i 4.340 $ permetterebbe ai tori di poter aumentare ancora di più la loro pressione al fine di raggiungere il livello annuale dei 4.550,150 $, il cui superamento potrebbe dare al metallo giallo le condizioni per estendere ulteriormente il rialzo e raggiungere il livello chiave dei 4.600 $.
Al ribasso, una ripresa del movimento ribassista verrebbe confermato solamente da una chiusura sotto il livello annuale dei 4.298,533 $, con gli orsi che potrebbero spingere l’Oro verso il livello chiave dei 4.200 $ e il livello annuale dei 4.093,368 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.