Tradotto con IA
Oro (XAUUSD) ha continuato a scendere mercoledì mentre l’indice del dollaro USA ha proseguito il rally a causa delle crescenti probabilità di rialzi della Fed. Un dollaro più forte ha esercitato pressione sui prezzi dell’oro nel breve termine. Il mercato attende inoltre i dati PCE sull’inflazione e sul PIL USA, che potrebbero fornire un’indicazione più chiara sulla prossima mossa della Fed. Se l’inflazione rimane robusta, le attese di ulteriori rialzi dei tassi potrebbero aumentare e esercitare maggiore pressione sui prezzi dell’oro.
Le trattative di pace USA-Iran stanno inoltre inviando segnali contrastanti per il mercato dell’oro. Il presidente Trump ha dichiarato che l’Iran avrebbe accettato ispezioni nucleari a lungo termine, ma Teheran nega di aver fatto tale concessione. Ciò solleva dubbi sull’accordo di pace. Tuttavia, per il momento il mercato è maggiormente concentrato sul dollaro forte e sulle crescenti aspettative sui tassi. Per questo la domanda per il bene rifugio non è stata sufficiente a contrastare la tendenza ribassista dell’oro.
Argento (XAG) subisce ancora più pressione rispetto all’oro a causa della domanda industriale. Tassi di interesse più elevati e un dollaro USA più forte rendono l’argento un investimento meno attraente.
Il grafico giornaliero dell’oro spot mostra che il prezzo rimane sotto pressione ribassista. Il prezzo sta scendendo verso il livello di supporto a $3.950 nel breve termine. Questo supporto è definito dalla trendline del wedge che si estende dai massimi di gennaio 2026.
Una rottura sotto i $3.950 aumenterà la pressione ribassista e proseguirà la discesa verso i $3.850. Tuttavia, una forte ripresa al di sopra dei $4.350 indicherebbe un ulteriore rialzo verso i $4.500 nel breve termine. Nel complesso, il prezzo spot dell’oro resta sotto pressione ribassista a causa del dollaro USA forte e dei rendimenti dei Treasury in aumento e continua a trattare in calo nel breve periodo.
L’importanza dell’area chiave dei $4.000 è evidente anche su un altro grafico, che mostra come questo supporto sia definito dalla linea di supporto a lungo termine. Tale linea rischia di rompersi dopo una discesa sotto l’area dei $4.000. Una chiusura giornaliera sotto i $3.950 segnalerà la rottura del trend e indicherà un ulteriore ribasso verso i $3.850. È necessaria una robusta ripresa sopra i $4.350 per alleviare la pressione ribassista sul mercato dell’oro.
Il grafico a 4 ore dell’oro spot mostra anch’esso una forte pressione ribassista, con il prezzo che si avvicina nuovamente all’area dei $4.000 nel breve termine. Una rottura sotto i $4.000 probabilmente spalancherà la strada per una discesa fino alla regione dei $3.950. La resistenza importante nel mercato spot dell’oro resta l’area dei $4.350. Una rottura sopra i $4.350 potrebbe spingere lo spot oro verso i $4.500.
Il grafico giornaliero dell’argento spot mostra una pressione ancora più marcata rispetto all’oro, dato che il prezzo ha rotto i minimi dell’11 giugno. La forte chiusura negativa di martedì indica ulteriori ribassi nel breve termine. Il livello dei $55 resta il prossimo supporto di riferimento.
Una rottura sotto i $55 probabilmente spingerà il prezzo verso la grande zona di accumulo tra $45 e $55. Nel complesso, questa pressione ribassista sul mercato dell’argento sta spingendo i prezzi verso la zona di acquisto di lungo periodo. Ciò potrebbe generare un forte bias che, in seguito, potrebbe riportare i prezzi dell’argento verso l’alto.
Il grafico a 4 ore dell’argento spot mostra anch’esso forte pressione ribassista dopo il fallimento nella regione $70–$72. Lo spot dell’argento necessita di una rottura sopra i $72 per aprire la strada a ulteriori rialzi verso i $78,60. Tuttavia, una rottura sotto i $60 aumenterà la pressione ribassista verso l’area dei $55 nel breve termine.
Oro e argento rimangono sotto pressione ribassista mentre il dollaro USA forte, l’aumento dei rendimenti dei Treasury e le crescenti aspettative di rialzi della Fed continuano a pesare sui prezzi. L’oro deve difendere la fascia $3.950–$4.000 per evitare ulteriori cali verso i $3.850. Al contrario, una rottura sopra i $4.350 aiuterebbe ad alleviare la pressione di vendita a breve termine. L’argento, però, è più debole dell’oro, avendo rotto i minimi dell’11 giugno. Una rottura sotto il supporto dei $60 indicherebbe un ulteriore ribasso verso l’area dei $55. Entrambi i metalli si stanno avvicinando alle zone di supporto di lungo periodo e potrebbe svilupparsi un rimbalzo se l’indice del dollaro USA dovesse iniziare ad allentarsi.
Se desideri saperne di più su come operare su oro e argento, visita la nostra area educativa.
Muhammad Umair è un MBA in Finanza e PhD in Ingegneria. Come analista finanziario esperto specializzato in valute e metalli preziosi, combina il suo background accademico multidisciplinare per offrire una prospettiva basata sui dati e contrarian. In qualità di fondatore di Gold Predictors, guida un team che fornisce analisi di mercato avanzate, ricerca quantitativa e strategie di trading raffinate sui metalli preziosi.