Il prezzo dell’Oro scende sotto i 4.700 $, influenzato dall’aumento dei prezzi del petrolio che ha alimentato i timori di inflazione e modificato le aspettative sui tassi di interesse statunitensi.
Il prezzo dell’Oro si muove in territorio negativo nella prima parte della sessione europea, scivolando sotto i 4.700 $. Il metallo giallo appare sotto pressione in un contesto dominato da fattori macroeconomici e geopolitici che stanno riducendo l’attrattività degli asset non remunerativi.
Uno dei principali elementi che pesa sul prezzo dell’Oro è rappresentato dalle recenti dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump in merito al conflitto con l’Iran. L’annuncio di una possibile intensificazione delle operazioni militari nelle prossime settimane ha alimentato un forte rialzo dei prezzi del petrolio, riaccendendo i timori inflazionistici a livello globale. Questo scenario ha implicazioni dirette sulle aspettative di politica monetaria, spingendo gli operatori a riconsiderare la possibilità di tassi di interesse più elevati e più persistenti nel tempo.
Per il metallo giallo, il contesto di tassi elevati rappresenta un fattore negativo. Non generando rendimenti, il metallo giallo tende a perdere competitività rispetto ad altri strumenti finanziari quando il costo del denaro aumenta. Di conseguenza, il rafforzamento delle aspettative di una Federal Reserve più restrittiva contribuisce a limitare il potenziale rialzista della commodity.
Va inoltre considerato che la seduta odierna è caratterizzata da volumi ridotti a causa del Venerdì Santo, fattore che contribuisce a contenere la volatilità e a rendere i movimenti meno significativi nel breve periodo. Tuttavia, questa fase di apparente calma potrebbe precedere un aumento della volatilità, in vista della pubblicazione di dati macroeconomici rilevanti.
L’attenzione del mercato è infatti rivolta al report sui Nonfarm Payrolls (NFP) statunitensi, uno degli indicatori più seguiti per valutare la solidità del mercato del lavoro e orientare le decisioni della Federal Reserve. Le aspettative indicano una crescita di circa 60.000 nuovi posti di lavoro a marzo, con un tasso di disoccupazione stabile al 4,4%.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro quota 4.676,745 $, in ribasso dell’1,71% ed in pieno tentativo da parte degli orsi di dar inizio un nuovo movimento SHORT sfruttando il rimbalzo dal livello annuale dei 4.801,767 $. Una continuazione dell’eventuale movimento ribassista verrebbe confermato probabilmente a seguito di una chiusura sotto i 4.700 $, con il metallo giallo che potrebbe raggiungere in breve tempo il livello annuale dei 4.550,15 $.
Tuttavia, una chiusura vicino al livello annuale dei 4.801,767 $ volgerebbe a favore per un proseguimento della pressione dei tori, i quali a quel punto punteranno a raggiungere il livello psicologico dei 5.000 $ e il livello annuale dei 5.006,932 $.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.