Il Petrolio WTI si consolida sopra i 100 $ ma potrebbe diminuire in seguito alla sospensione, da parte del presidente Trump, dell'attacco pianificato contro l'Iran per consentire i negoziati.
Il prezzo del Petrolio WTI continua a mantenersi su livelli estremamente elevati nelle prime ore di martedì, consolidando i recenti rialzi sopra il livello psicologico dei 100 $ al barile. L’Oro nero oscilla infatti intorno ai 103,70 $ dopo quattro sedute consecutive in territorio positivo, sostenuto dalle persistenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle continue incertezze sul futuro dello Stretto di Hormuz.
Il mercato energetico ha mostrato segnali di maggiore prudenza dopo le indiscrezioni secondo cui il presidente americano Donald Trump avrebbe deciso di sospendere temporaneamente un attacco militare su larga scala contro l’Iran previsto inizialmente per martedì. Secondo diverse fonti, la decisione sarebbe arrivata dopo le pressioni esercitate dai governi di Qatar, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, preoccupati per il rischio di una destabilizzazione ancora più ampia dell’intera regione del Golfo Persico.
Nonostante la sospensione dell’offensiva, Trump ha mantenuto un tono molto duro nei confronti di Teheran. In un messaggio pubblicato sul suo social, il presidente americano ha confermato che gli Stati Uniti restano pronti a intervenire militarmente qualora i negoziati dovessero fallire. Parallelamente, ha lasciato intendere che siano in corso “colloqui seri” con l’Iran, alimentando le speranze di una possibile soluzione diplomatica.
Il Petrolio WTI resta però estremamente sensibile a qualsiasi sviluppo geopolitico, con la situazione nello Stretto di Hormuz che continua infatti a rappresentare il principale fattore di rischio per l’offerta energetica globale.
Dal punto di vista macroeconomico, l’Oro nero resta sostenuto non solo dai fattori geopolitici, ma anche dalla percezione che eventuali interruzioni prolungate delle forniture possano ridurre significativamente le scorte globali nei prossimi mesi.
Al momento della scrittura il prezzo dell’Oro nero quota 103,73 $, in ribasso settimanale dell’1,60% ma in fase di recupero dopo il rimbalzo dal livello psicologico dei 100 $. Questo movimento conferma una forte pressione rialzista da parte dei tori, orientati verso la resistenza chiave in area 108 $, principale ostacolo prima di un possibile ritorno sui massimi annuali in zona 112 $.
Un ritorno della pressione ribassista verrebbe invece confermato soltanto con una chiusura sotto la soglia psicologica dei 100 $. In tale scenario, gli orsi potrebbero tentare un’estensione del movimento verso il primo target SHORT individuato nel livello annuale di 96,72 $. Un eventuale cedimento anche di quest’area aprirebbe la strada a un ulteriore affondo del Petrolio WTI verso il successivo livello annuale in area 93,68 $
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.