L’Argento sale nella terza sessione settimanale, influenzato dagli ultimi rilasci statunitensi, anche se non ha una forte convinzione in vista dell’NFP.
Il prezzo dell’Argento ha aperto la settimana mantenendo una dinamica costruttiva e prosegue il recupero avviato nelle sedute precedenti. La struttura grafica che si è sviluppata dopo il violento arretramento di inizio mese sta attirando molta attenzione tra gli operatori, con la quotazione che si trova a ridosso del limite superiore di un ampio cuneo discendente, configurazione che spesso anticipa fasi di riassestamento o, in presenza di conferme, un possibile cambio di passo.
Dal punto di vista del momentum emergono segnali interessanti. L’oscillatore RSI giornaliero, pur restando in area neutrale, sta risalendo gradualmente e indica che la pressione in vendita si è attenuata. Non siamo ancora in una vera zona di forza, ma la sequenza dei minimi sembra meno aggressiva rispetto a quella osservata durante la fase di liquidazione. In parallelo, il prezzo continua a gravitare attorno ad un importante livello annuale, rendendo questo passaggio particolarmente delicato.
Perché la reazione in atto possa trasformarsi in qualcosa di più di un semplice rimbalzo tecnico, l’Argento ha bisogno di dimostrare continuità sopra le prime barriere fisse. Un superamento convincente del livello annuale degli 84,03 $, che coincide anche con il limite superiore del cuneo, rappresenterebbe il primo segnale concreto che gli acquirenti stanno tornando ad assumere il controllo.
In quel caso, l’attenzione si sposterebbe rapidamente verso le resistenze successive, dove in passato sono transitate aree di forte offerta. Comunque, una rottura pulita degli 84,03 $ migliorerebbe la qualità del movimento e potrebbe aprire spazio a estensioni verso i successivi obiettivi, la zona di resistenza degli 87,50 $ e il livello annuale dei 91,273 $, livelli che precedono diversi picchi storici registrati a gennaio. Va ricordato, però, che anche in presenza di breakout i mercati raramente si muovono in linea retta.
Un elemento che favorisce questa lettura è la tenuta della media a medio termine, ancora inclinata positivamente. Finché questa base rimane intatta, molti investitori continueranno a considerare le discese come occasioni di acquisto piuttosto che come l’inizio di una nuova gamba ribassista.
Il quadro cambierebbe in modo sensibile se l’Argento non riuscisse a forzare il livello annuale degli 84,03 $ e mostrasse segnali di esaurimento proprio sotto il livello psicologico degli 80 $. Un rifiuto netto in quest’area darebbe forza all’idea che gli orsi potrebbero aumentare la loro pressione.
In questo caso, il primo target è il livello annuale dei 76,787 $. Una discesa sotto quel livello riaprirebbe il rischio di un ritorno verso i minimi delle ultime settimane, dove in precedenza si era vista una reazione degli acquirenti, ossia la zona del livello annuale dei 70,881 $ e il livello chiave dei 65 $.
Per uno sguardo a tutti gli eventi economici di oggi, controlla il nostro calendario economico. È inoltre possibile seguire la nostra pagina Facebook per rimanere aggiornati sulle ultime notizie economiche e analisi tecniche.
Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.