Il petrolio WTI resta sopra i 70 dollari nonostante un nuovo arretramento, mentre il mercato guarda alle trattative tra USA e Iran e ai segnali provenienti dallo Stretto di Hormuz. Il gas naturale scivola invece verso il supporto chiave dei 3 dollari,
Il prezzo del petrolio WTI continua a mantenersi sopra la soglia dei 70 dollari al barile, pur mostrando un arretramento significativo rispetto ai massimi della seduta precedente. Si tratta di un movimento che rientra nelle dinamiche che in questa sede avevamo previsto: il mercato sta infatti prezzando la possibilità di una ripresa del dialogo diplomatico tra Stati Uniti e Iran, interpretando gli ultimi attacchi come azioni interlocutorie destinate a non compromettere la riapertura delle trattative.
Per quanto concerne il gas naturale, la pressione ribassista prosegue e sta trascinando le quotazioni verso il supporto chiave in area 3 dollari. Una violazione di questo target aprirebbe la strada a uno scenario più marcatamente ribassista per la commodity.
Precisamente, oggi al momento della scrittura, il petrolio greggio WTI segna 71,95 dollari al barile e il gas naturale passa di mano a 3,013 dollari.
Il prezzo del petrolio WTI mostra un arretramento significativo, pur mantenendo nel complesso un’impostazione rialzista. Nel brevissimo termine, la direzione del mercato dipenderà soprattutto dall’evoluzione delle trattative diplomatiche: dopo mesi di dichiarazioni altisonanti, le parole (e le minacce) di Trump incidono ormai poco sugli equilibri del mercato. Gli operatori guardano invece ai dati relativi allo Stretto di Hormuz, al numero di imbarcazioni autorizzate al transito e agli eventuali attacchi alle infrastrutture petrolifere nell’area del Golfo, di matrice statunitense o iraniana.
Sul piano tecnico, il supporto principale resta quello dei 70 dollari, livello che dovrebbe riuscire ad assorbire ulteriori fasi di debolezza. Al rialzo, un ritorno verso i 73,50 dollari appare plausibile già nel corso della settimana; tuttavia, alla luce del contesto geopolitico, non mi attendo estensioni significative oltre la soglia dei 75 dollari al barile.
Il prezzo del gas naturale è stato travolto da una pressione ribassista particolarmente incisiva, che ha spinto le quotazioni fino al supporto psicologico dei 3 dollari. Nelle analisi precedenti avevamo evidenziato come questo livello potesse reggere, ma un’eccessiva pressione potrebbe innescare almeno una rapida incursione verso area 2,90 dollari.
Un rimbalzo dalla soglia attuale permetterebbe invece di scongiurare lo scenario più marcatamente bearish, riportando le quotazioni all’interno della fascia laterale compresa tra 3,10 e 3,15 dollari. Tra le due ipotesi, ritengo quest’ultima la più probabile.
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Alberto Ferrante è un editorialista finanziario specializzato in mercati valutari, materie prime e criptovalute. Dopo aver completato gli studi in economia, ha iniziato a scrivere per diverse testate, approfondendo temi legati ai mercati internazionali. Dal 2018 collabora con FX Empire, inizialmente curando una rubrica sulle analisi premarket in Europa. Nel tempo, il suo focus si è ampliato all’analisi tecnica dei principali asset finanziari, con particolare attenzione alle dinamiche dei cambi valutari, delle materie prime e delle criptovalute.Come Managing Editor di FX Empire Italia, monitora da vicino l’evoluzione dei mercati, combinando un approccio tecnico con l’analisi macroeconomica per offrire agli investitori una visione chiara e approfondita delle tendenze globali.