L’Argento cerca il rimbalzo ma potrebbe cedere terreno a causa dell’aumento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran, che alimentano i timori di inflazione nel settore energetico.
Il prezzo dell’Argento torna a guadagnare terreno nella sessione europea di giovedì, interrompendo una serie di tre sedute consecutive in ribasso e riportandosi in prossimità della soglia dei 59 $ l’oncia. Il recupero del metallo prezioso è favorito principalmente dall’indebolimento del dollaro statunitense, che sta consentendo agli investitori di tornare ad acquistare commodity denominati in dollaro USA. Nonostante il rimbalzo, il quadro macroeconomico resta complesso e suggerisce prudenza, poiché le aspettative di una politica monetaria restrittiva della Federal Reserve e le rinnovate tensioni in Medio Oriente continuano a rappresentare un importante freno alle quotazioni.
Il recupero del metallo prezioso avviene in un contesto caratterizzato da numerose incertezze. Da una parte, il mercato beneficia della momentanea debolezza del biglietto verde; dall’altra, continua a confrontarsi con uno scenario di inflazione elevata e con la prospettiva di tassi di interesse destinati a rimanere elevati ancora per diversi mesi.
Le tensioni geopolitiche rappresentano uno dei principali fattori di rischio. Il riaccendersi del conflitto tra Stati Uniti e Iran ha riportato al centro dell’attenzione lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico attraverso cui transita una quota significativa delle esportazioni mondiali di petrolio. Gli attacchi alle petroliere e i bombardamenti contro infrastrutture iraniane hanno riacceso i timori di nuove interruzioni dell’offerta energetica, determinando una risalita delle quotazioni del greggio. L’aumento del prezzo del petrolio alimenta inevitabilmente le aspettative di un’inflazione più persistente ed influenzare direttamente l’Argento. Inoltre, se i costi energetici dovessero continuare a crescere, la Federal Reserve potrebbe essere costretta a mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo del previsto, oppure valutare nuovi rialzi dei tassi qualora le pressioni sui prezzi dovessero intensificarsi.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 59 $, in rialzo dell’1,20% ed in pieno tentativo di invertire la tendenza (almeno nel breve termine) sfruttando il rimbalzo dal livello chiave dei 58 $; dal punto di vista tecnico, una chiusura confermata sopra i 59 $ permetterebbe ai tori di guardare con ottimismo il raggiungimento veloce del livello psicologico dei 60 $, unico grosso ostacolo prima di raggiungere il secondo obiettivo LONG rappresentato dal livello annuale dei 62,746 $.
Viceversa, una chiusura negativa sotto i 58 $ darebbe il via alla continuazione del trend ribassista, con gli orsi che punteranno a raggiungere nel più breve tempo possibile il livello annuale dei 56,172 $, il cui superamento aprirebbe le porte per il raggiungimento del livello chiave dei 54 $, formando anche nuovi minimi annuali.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.