L'Argento scende mentre gli investitori realizzano profitti dopo la risalita verso massimi storici, in difficoltà a causa dalla diminuzione della propensione al rischio.
Il prezzo dell’Argento avvia la sessione europea di mercoledì con una brusca correzione, registrando un calo superiore al 4,5% e scendendo al di sotto della soglia dei 77,50 $. Il movimento arriva dopo tre sedute consecutive di rialzi che avevano spinto il metallo prezioso in prossimità dei massimi storici, innescando una fase di prese di profitto fisiologiche da parte degli investitori di breve periodo. Dal punto di vista del mercato, la flessione appare più come un consolidamento dopo un rally molto esteso che come un vero cambio di trend strutturale.
Uno dei principali fattori di pressione sull’Argento è rappresentato dal rafforzamento del dollaro statunitense. Si ricorda che i metalli preziosi tendono infatti a soffrire quando il biglietto verde si apprezza, poiché diventano relativamente più costosi per gli investitori non statunitensi. Il future del dollaro statunitense (indice DXY) ha esteso i guadagni per il secondo giorno consecutivo, tornando in area 98,60. Questo movimento riflette un atteggiamento più prudente del mercato in vista della pubblicazione di dati macroeconomici statunitensi di rilievo.
L’attenzione degli operatori è concentrata non solo sui numeri legati al mercato del lavoro e all’attività dei servizi negli Stati Uniti, ma soprattutto sul fronte della politica monetaria, con i messaggi provenienti dai membri della Federal Reserve che restano contrastanti. Da un lato, il governatore Stephen Miran ha affermato che la Banca Centrale USA dovrebbe procedere con tagli aggressivi dei tassi nel corso dell’anno per sostenere lo slancio dell’economia. Dall’altro, il presidente della FED di Minneapolis ha avvertito che il tasso di disoccupazione potrebbe continuare a salire, suggerendo un approccio più cauto. Secondo lo strumento FedWatch, il mercato attribuisce una probabilità sopra dell’80% al mantenimento dei tassi invariati nella riunione di fine gennaio, elemento che nel breve termine sostiene il dollaro USA e limita l’appeal del metallo prezioso.
Al momento della scrittura il prezzo del metallo prezioso quota 77,436 $, in ribasso del 4,69% e avvicinandosi sempre di più verso il livello annuale dei 76,787 $, l’obiettivo SHORT di breve termine. Si evidenzia che un deciso superamento di questo livello potrebbe spingere gli orsi ad aumentare la pressione e spingere l’Argento verso il livello chiave dei 74 $ e il livello annuale dei 70,881 $
Al rialzo, i tori attendono una chiusura positiva sopra il livello psicologico degli 80 $ prima di iniziare a spingere fortemente di nuovo il metallo prezioso, con la resistenza chiave degli 82 $ e il livello annuale degli 84,03 $ a rappresentare i principali obiettivi LONG.
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Consulente Finanziario Indipendente, laureato in Scienze Economiche e specializzato in Corporate Finance e Value Investing. Esperto in analisi tecno-grafica e fondamentale dei mercati, supporta gli investitori nel raggiungimento dei loro obiettivi finanziari attraverso una sana pianificazione basata sul valore reale dell'economia.