Successivamente, il petrolio ha iniziato a muoversi in ribasso quando è stato reso noto che Mosca e Riyad non avrebbero annunciato una limitazione della produzione. Già nel mese di aprile, una proposta di congelamento aveva naufragato a causa dell’insistenza dell’Arabia Saudita sulla partecipazione dell’Iran all’accordo. Il segretario generale dell’Opec, Mohammed Barkindo, incontrerà il ministro del Petrolio della Repubblica Islamica dell’Iran, Bijan Namdar Zanganeh, a Teheran nella giornata di martedì.
Il greggio ha perso 15 centesimi per scendere quota 44,29, mentre il Brent si è mosso fortemente in ribasso, cedendo 75 centesimi per toccare quota 46,88. Il calo del prezzo del petrolio ha fatto seguito all’accordo di cooperazione firmato da Russia e Arabia Saudita nella giornata di lunedì, privo di misure specifiche per la riduzione dell’eccesso di offerta. A Londra, il Brent ha perso 0,6 centesimi, raggiungendo i 47,36$. Nella giornata di lunedì, il contratto aveva guadagnato il 5,5% a seguito della diffusione delle notizie su una “significativa” dichiarazione congiunta sul mercato petrolifero da parte di Russia e Arabia Saudita durante il G20 in Cina.
Un accordo tra Russia e Arabia Saudita per collaborare al ripristino della stabilità dei prezzi del mercato petrolifero ha spinto il greggio brevemente in rialzo. Successivamente, il petrolio è tornato a scendere. Il 6 settembre, in Asia, il greggio si è mosso in rialzo in conseguenza dell’accordo raggiunto tra Mosca e Riyad nella giornata precedente. Il petrolio ha guadagnato fino al 5,5%, raggiungendo i 49,40$.
Tuttavia, il prezzo è poi tornato a scendere quando l’Arabia Saudita ha dichiarato di non vedere alcuna necessità di un taglio della produzione. Allora, i trader del petrolio hanno iniziato a interrogarsi sulla reale intenzione di Mosca e Riyad di ridurre l’eccesso di offerta.
Il 5 settembre, a latere del G20, Arabia Saudita e Russia hanno concordato di istituire un gruppo comune per lo studio dei fondamentali del mercato petrolifero e per l’elaborazione di misure e interventi che assicurino la stabilità del prezzo del greggio.

Prossimi eventi economici da monitorare
7 settembre 2016
| Valuta | Evento | Attuale | Previsto | Precedente | |||
| AUD | PIL (a/a) (T2) | 0,4% | 1,1% | ||||
| AUD | PIL (a/a) (T2) | 3,2% | 3,1% | ||||
| GBP | Indice Halifax dei prezzi delle abitazioni (m/m) (agosto) | -0,4% | -1,0% | ||||
| GBP | Indice Halifax dei prezzi delle abitazioni (a/a) (agosto) | 7,0% | 8,4% | ||||
| GBP | Produzione industriale (m/m) (luglio) | -0,3% | 0,1% | ||||
| GBP | Produzione manifatturiera (m/m) (luglio) | -0,4% | -0,3% | ||||
| GBP | Stima NIESR del PIL | 0,3% | |||||
| USD | Indice JOLTs delle posizioni aperte (luglio) | 5,624M | |||||
| CAD | Decisione sul tasso di interesse | 0,50% | |||||
| CAD | Indice Ivey dei direttori degli acquisti (agosto) | 57,0 | |||||
| USD | Libro Beige |
Aste di titoli di Stato
Data Ora Paese Asta
7 settembre 10:30 Danimarca Asta di titoli di Stato
7 settembre 11:03 Svezia Asta di titoli di Stato
7 settembre 11:30 Germania Asta Bund del valore di 5 miliardi di euro con tasso di interesse dello 0% e scadenza ad agosto 2026
8 settembre 11:00 Irlanda Asta di titoli di Stato
8 settembre 17:20 Italia Pubblicazione dei dettagli dell’asta di titoli di Stato
