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Il prezzo di XRP (XRP) resta solido dopo un rally del 9,50% nelle ultime 24 ore, anche mentre il petrolio rimane elevato vicino a 100 USD in mezzo all’escalation della guerra in Iran, evidenziando la resilienza del token in un contesto macro ad alto rischio.
Il movimento arriva mentre i dati on-chain mostrano un’accumulazione aggressiva da parte dei detentori a lungo termine e un rinnovato dibattito sulla strategia di vendita di XRP da parte di Ripple, mentre i grafici tecnici avvertono che un rifiuto ribassista vicino a una resistenza chiave potrebbe ancora limitare il rialzo e scatenare un’ulteriore correzione.
Il petrolio resta il principale rischio macro che grava su XRP.
Al 17 marzo, la guerra in Iran ha mantenuto il Brent intorno a 100 USD al barile, con lo Stretto di Hormuz ancora pesantemente disturbato, sebbene alcune petroliere abbiano ottenuto passaggi negoziati.
Lo shock all’offerta si sta ora protraendo nella terza settimana, intrappolando una quota significativa dei flussi petroliferi globali e costringendo risposte d’emergenza come rilasci coordinati dalle riserve e tentativi di deviazione delle rotte.
Per i mercati questo mantiene vivi i timori di stagflazione: costi energetici più elevati aumentano il rischio di inflazione, comprimono la crescita globale e possono limitare il rialzo degli asset rischiosi, incluso XRP, a meno che il crypto non continui a essere trattato come un bene rifugio geopolitico.
I detentori a lungo termine di XRP hanno accumulato in modo aggressivo dall’inizio della guerra in Iran, segnalando una crescente convinzione nonostante l’incertezza macro.
I dati di Glassnode indicano un forte picco nella variazione netta della posizione degli hodler di XRP il 1° marzo — appena un giorno dopo l’inizio del conflitto — con oltre 351 milioni di XRP, segnando la più forte accumulazione giornaliera da mesi.
Il trend più ampio è rimasto positivo da allora, con un’accumulazione netta sostenuta che ha portato la metrica al suo livello mensile più alto da maggio 2025.
La variazione netta della posizione degli hodler traccia lo spostamento dell’offerta a 30 giorni tra gli investitori a lungo termine, con letture positive che indicano accumulo netto anziché distribuzione.
I dati suggeriscono che, piuttosto che uscire dal rischio, gli hodler ad alta convinzione stanno sfruttando la volatilità legata al conflitto in Iran per costruire posizioni, comportamento storicamente associato a fasi di recupero iniziale o fondi di mercato.
Ripple sta affrontando nuove critiche sulla sua strategia di vendita di XRP dopo che il recente riacquisto di azioni della società ha riacceso il dibattito su come utilizzi i proventi legati alle sue vaste partecipazioni di token preconiati.
Il commentatore crypto Zach Rynes ha sostenuto che Ripple vende da tempo XRP sul mercato retail utilizzando il capitale generato dal suo business più ampio per acquisire società, sviluppare prodotti al di fuori di XRP e sostenere il valore per gli azionisti tramite riacquisti di azioni.
È semplice, Ripple vende XRP preconiati al dettaglio per aumentare il valore d’impresa di Ripple Labs a beneficio dei suoi azionisti
Ripple usa i proventi di queste vendite di token per acquisire aziende reali, sviluppare prodotti non legati a XRP e finanziare riacquisti di azioni di Ripple Labs, il tutto a esclusivo vantaggio di… https://t.co/G9MSRnDvLX
— Zach Rynes | CLG (@ChainLinkGod) 16 marzo 2026
Secondo lui, quella struttura crea un disallineamento tra i detentori di equity di Ripple e i detentori di XRP, con la società in grado di beneficiare finanziariamente anche se XRP o il registro XRP Ledger non dovessero catturare un valore significativo a lungo termine.
La critica è seguita ai commenti del CTO di Ripple David Schwartz, che avrebbe difeso le vendite di XRP in mezzo al nuovo contraccolpo.
I critici affermano che il problema non è solo la diluizione dei token, ma se il valore creato attorno all’ecosistema di Ripple stia infine fluendo più verso gli azionisti privati che verso gli investitori pubblici di XRP.
Il grafico giornaliero di XRP suggerisce che il recente rimbalzo potrebbe perdere slancio dopo che il token ha subito un rifiuto ribassista vicino alla media mobile esponenziale a 50 giorni, intorno a 1,55 USD.
Nonostante il recupero dai minimi di febbraio, XRP rimane sotto entrambe le EMA a 50 e 200 giorni, indicando che la tendenza più ampia continua a favorire i venditori.
La struttura dei prezzi attuale ricorda una bandiera ribassista o un triangolo discendente, con massimi decrescenti che spingono contro una zona di supporto orizzontale chiave intorno a 1,25–1,35 USD.
Un breakdown deciso sotto tale intervallo potrebbe scatenare un’altra ondata di vendite, mentre i rialzisti avrebbero bisogno di una mossa sostenuta sopra 1,55–1,60 USD per mettere in discussione il quadro ribassista.
Yashu Gola è un giornalista e analista di criptovalute con expertise in asset digitali, blockchain e macroeconomia. Fornisce analisi di mercato approfondite, pattern nei grafici tecnici e intuizioni sugli impatti economici globali. Il suo lavoro colma il divario tra la finanza tradizionale e le criptovalute, offrendo consigli pratici e contenuti educativi. Appassionato del ruolo della blockchain nella finanza, studia la finanza comportamentale per prevedere le tendenze delle memecoin.