I prezzi del petrolio greggio restano stabili all’inizio del 2026
I future sul petrolio leggero sono quasi piatti venerdì, il primo giorno del nuovo anno. Non ci aspettiamo grandi movimenti oggi, con i principali operatori che probabilmente estenderanno la pausa festiva nel fine settimana. Dopo la formazione del range dal 16 al 26 dicembre tra $54,84 e $58,88, il mercato si è assestato in un intervallo di negoziazione. Volumi ridotti, chiusura delle posizioni di fine anno e la mancanza di novità hanno contribuito al trading laterale. La cosa positiva è che da un range ristretto di solito emerge volatilità.
Alle 11:37 GMT, i future sul petrolio leggero vengono scambiati a $57,36, in calo di $0,06 o -0,10%.
Previsioni prezzo petrolio: livelli tecnici chiave da monitorare

Tecnicamente, la tendenza principale è al ribasso secondo il grafico giornaliero delle oscillazioni, ma lo slancio è in aumento. Una violazione di $58,88 cambierebbe la tendenza principale in rialzista. La perdita di $56,65 sposterebbe lo slancio al ribasso.
Il mercato è attualmente a cavallo del livello del 50% a $57,60. La reazione a questo indicatore darà il tono fino alla chiusura.
Scenario rialzista: percorso verso la resistenza a $58,77
Un movimento sostenuto oltre $57,60 indicherà la presenza di acquirenti intraday. Un rafforzamento della pressione al rialzo potrebbe portare i future sul petrolio leggero verso un altro livello del 50% a $58,62 e la media mobile a 50 giorni a $58,77, che è di fatto l’indicatore della tendenza di lungo periodo.
Scenario ribassista: rischio di discesa a $54,84
Il mancato superamento di $57,60 segnalerà la presenza di venditori. Questo potrebbe spingere il mercato nella zona di ritracciamento minore tra $56,86 e $56,38. Se i compratori contro-tendenza non dovessero intervenire a supporto in quest’area, i prezzi potrebbero crollare sotto $56,38, rimettendo nel mirino $55,61 e $54,84.
Cosa guida i prezzi del petrolio? Eccesso di offerta contro rischio geopolitico
Dal punto di vista fondamentale, i guadagni sono limitati dalle preoccupazioni per l’eccesso di offerta, ma il mercato riceve un certo supporto dai rischi geopolitici legati alla guerra in corso tra Russia e Ucraina. Il sequestro di petroliere venezuelane da parte degli USA sta sollevando campanelli d’allarme sulle esportazioni del paese.
Guerra Russia-Ucraina minaccia l’offerta globale di petrolio
Nonostante gli sforzi del presidente Trump, la guerra tra Russia e Ucraina sembra in escalation, con Kiev che negli ultimi mesi ha intensificato gli attacchi contro le infrastrutture energetiche russe. L’obiettivo è danneggiare i mezzi di finanziamento della guerra della Russia. L’Ucraina spera che questi attacchi, combinati alle sanzioni, possano portare la Russia al tavolo delle trattative.
Sanzioni USA prendono di mira le esportazioni petrolifere del Venezuela
Nel frattempo, l’amministrazione Trump continua a cercare modi per fare pressione sul presidente venezuelano Maduro affinché lasci l’incarico. Queste iniziative includono sanzioni e il sequestro di petroliere.
Tensioni in Medio Oriente: scontro tra Arabia Saudita ed Emirati su Yemen
Gli operatori tengono ora d’occhio le crescenti tensioni tra i produttori dell’OPEC, l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, riguardo alla situazione in Yemen.
Riunione OPEC+ del 4 gennaio: previsto proseguimento dei tagli alla produzione
In altre notizie, l’OPEC+ è programmata per riunirsi il 4 gennaio. È ampiamente previsto che continuerà a mantenere la pausa sugli aumenti della produzione nel primo trimestre.
Outlook mercato petrolio: volumi leggeri attesi prima del fine settimana
In vista del fine settimana, ci aspettiamo che i volumi restino contenuti e l’azione sui prezzi sia incerta mentre gli operatori continuano a valutare i rischi geopolitici rispetto al surplus di offerta. I trader rialzisti puntano sui rischi geopolitici per causare interruzioni dell’offerta, mentre i trader ribassisti scommettono sull’eccesso di scorte per spingere i prezzi più in basso.
Ulteriori informazioni nel nostro Calendario Economico.
