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L’S&P/ASX 200 ha chiuso ancora una volta a un livello record lunedì, mentre le tensioni geopolitiche hanno ristrutturato i mercati globali. Gli investitori si sono spostati verso i titoli legati alle materie prime dopo che attacchi USA-Israele contro l’Iran hanno determinato un forte aumento dei prezzi del petrolio e dell’oro (XAU). Tuttavia, il conflitto in corso ha portato volatilità nei mercati mondiali, che ha fatto scendere nuovamente l’indice sotto i 9.100 martedì. La mossa riflette la velocità con cui eventi di rischio globali possono modificare il posizionamento sul mercato australiano.
I prezzi delle materie prime in rialzo hanno alimentato il recente trend rialzista. I prezzi del petrolio sono saltati con forza durante la notte. Il WTI (CL) si attestava oltre gli US$71 al barile e il Brent (BCO) si è avvicinato agli US$78. Il rally è stato spinto dai timori di interruzioni di offerta in Medio Oriente. Prezzi del petrolio più alti sono positivi per i margini dei produttori locali. Titoli come Karoon Energy e Santos dovrebbero beneficiare di un greggio mantenuto a livelli elevati.
Anche il prezzo dell’oro è salito a causa delle tensioni, raggiungendo gli US$5.390, spinto dalla domanda di beni rifugio. La domanda di beni rifugio è stata rafforzata dall’escalation in Iran. Questo contesto sostiene i produttori d’oro quotati in ASX come Evolution Mining e Ramelius Resources. Quando il rischio geopolitico aumenta, l’oro funziona spesso da copertura: la mossa attuale conferma questa dinamica.
Allo stesso tempo, Magellan Financial Group sarà tenuto sotto stretta osservazione al ritorno dalla sospensione delle contrattazioni. La sua proposta fusione da 1,6 miliardi con Barrenjoey segnala una fase di consolidamento nel settore dei servizi finanziari. Azioni societarie possono generare volatilità specifica anche quando l’indice complessivo è stabile.
Tuttavia, non tutti i movimenti riflettono il sentimento di mercato. Ci sono diversi titoli large-cap che stanno trattando ex-dividendo, come Domino’s Pizza Enterprises, REA Group, Sims e Qube Holdings. Le rettifiche per dividendi possono avere un effetto meccanico sull’indice anche se la domanda sottostante rimane stabile.
Il grafico del rapporto Prezzo/Utili (P/E) di lungo periodo per il mercato australiano mostra che le valutazioni sono ancora superiori alle medie storiche ma lontane da livelli estremi.
Storicamente, il rapporto P/E medio del mercato è stato nella metà dei venti. Il grafico mostra come le valutazioni siano aumentate in modo drammatico nel 2020 a causa della compressione degli utili. Quel movimento portò il P/E verso quota 80 prima di normalizzarsi rapidamente. Da allora il rapporto si è stabilizzato nella bassa ventina.
Per confermare questo quadro, il grafico del rendimento degli utili racconta una storia simile dal punto di vista opposto.
L’attuale livello indica ottimismo e non eccessiva esuberanza. Gli investitori stanno pagando un premio rispetto alla media di lungo periodo, ma la valutazione è molto al di sotto delle distorsioni provocate da crisi. Ciò riflette una fiducia nella resilienza degli utili nonostante l’incertezza sui mercati globali.
Se i prezzi delle materie prime dovessero rimanere elevati, gli utili nel settore delle risorse potrebbero aumentare ulteriormente. Questo contribuirebbe a giustificare i livelli di valutazione correnti. Tuttavia, se la crescita globale rallentasse o l’appetito per il rischio sparisse, il multiplo P/E sopravvalutato potrebbe finire sotto pressione. La sola valutazione non indica una bolla, ma suggerisce che c’è poco margine per le delusioni.
L’Indicatore Composito Leading della Cina a 98,80 punti segnala un rallentamento dell’attività economica futura e questo imprime un tono risk-off per l’ASX 200. Una lettura sotto 100 indica una crescita sotto trend, il che implica una domanda più debole in prospettiva.
L’Australia è molto esposta alla Cina tramite esportazioni che includono minerale di ferro, carbone e altre materie prime. Se il momentum della crescita cinese si attenua, la domanda per queste commodity potrebbe ridursi. Una domanda più bassa può mettere pressione sui prezzi delle materie prime e ridurre le aspettative di utile per i principali miner e le società del settore risorse quotate in ASX.
Questo ha un impatto diretto sull’indice più ampio perché il settore materiali ha un peso significativo nell’ASX 200. Una crescita cinese più lenta indebolisce anche il sentiment mondiale, deprimendo l’appetito degli investitori per i titoli ciclici. Di conseguenza, gli investitori si spostano verso posizionamenti difensivi, creando un ambiente risk-off per il mercato azionario australiano.
Dal punto di vista tecnico, il trend complessivo per l’ASX 200 rimane decisamente rialzista. Tuttavia, il prezzo sta correggendo dai massimi verso forti supporti a $9.080 e $9.000. Eventuali correzioni profonde causate dall’escalation delle tensioni geopolitiche saranno limitate a $8.700, che dovrebbe fornire una solida base per la prossima spinta al rialzo. Le medie mobili semplici a 50 e 200 giorni (SMA) sono in salita, il che indica un uptrend sano.
L’ASX 200 è ancora vicino ai massimi storici, ma il quadro è diventato più fragile. La forza delle commodity sostiene i titoli energetici e auriferi, ma le tensioni geopolitiche mantengono alta la volatilità. Le valutazioni sono superiori alle medie storiche, ma non indicano una bolla.
Allo stesso tempo, segnali più deboli dalla Cina alimentano preoccupazioni sulla domanda futura per le principali esportazioni australiane. L’indice si trova ora tra un forte supporto legato alle commodity e un’incertezza globale crescente. La prossima mossa dipenderà da un eventuale allentamento delle tensioni geopolitiche e dalla stabilizzazione della crescita, oppure da un ulteriore indebolimento del sentiment di rischio.
Muhammad Umair è un MBA in Finanza e PhD in Ingegneria. Come analista finanziario esperto specializzato in valute e metalli preziosi, combina il suo background accademico multidisciplinare per offrire una prospettiva basata sui dati e contrarian. In qualità di fondatore di Gold Predictors, guida un team che fornisce analisi di mercato avanzate, ricerca quantitativa e strategie di trading raffinate sui metalli preziosi.